Dopo la Juventus, per Zanimacchia arrivò l’esperienza in terra spagnola, al Real Saragozza, nobile decaduta in Segunda Division: “Dopo la Juve Next Gen, ci fu questa opportunità. Mi è piaciuta l’idea di fare un’esperienza all’estero, di imparare anche la lingua. L’unica sfortuna fu di farlo durante il Covid, con gli stadi chiusi: quello il vero peccato”.
Oggi, però, la testa è tutta sul Modena, club nel quale è arrivato dopo due promozioni dalla B alla Serie A con la Cremonese. E, come un vecchio detto dice, non c’è due senza tre, come è obbligo far notare a Zanimacchia: “Siamo tutti un po’ scaramantici (ride, ndr). Anche il mister, noi giocatori, lo staff: preferiamo non dire nulla. Se dovessimo entrare nei playoff, però, giocheremmo per vincere, per andar sù, c’è poco da fare”.
Il traguardo del playoff, però, per il Modena appare vicino*:* “Finché non c’è il triplice fischio, non diciamo nulla. Come ogni playoff sarà tutto da giocare, speriamo di essere la squadra inedita che non si aspetta nessuno, speriamo di stravolgerli un po’. Ci saranno altre squadre forti che li faranno, dovremo avere spensieratezza e giocarci le nostre carte come fatto fino ad adesso”.
In chiusura, quindi, è obbligatorio conoscere un sogno nel cassetto di Luca, ragazzo che già di cassetti in carriera ne ha aperti tanti: “Mi piace guardare sempre il presente: la promozione quest’anno. Sarebbe bellissimo, anche per come la città vive la squadra, per il nostro presidente”.
L’intervista a Luca Zanimacchia è stata svolta venerdì 27 marzo.