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Fabregas, occhi sulla Juve italiana: "Vi dico chi mi è sempre piaciuto. Se gioca lì..."

Premio Bearzot

Poi anche un premio sul premio Bearzot e sul dove deve migliorare come allenatore: "Io voglio crescere. Non sarò lo stesso allenatore di oggi tra 8-10 anni o quando ho iniziato due anni fa. Io mi sento pronto per tutto, per questo non ho nessun dubbio su di me. Questo è quello che deve fare un leader, convincere un giocatore di fare una cosa piuttosto che un'altra. So che devo crescere in tante cose, ma questo non è un momento secondo me di vincere e fare belle prestazioni. La strada è già fatta, bisogna rompere il muro, andare a vincere e convincere. Godendo anche della pressione, dei momenti, anche se non esce la cosa per la quale stiamo lavorando. Io voglio che i miei giocatori si sentano forti. Prima di iniziare con la prima squadra ho chiacchierato con Arteta, gli ho detto che non sapevo se fossi preparato. Lui mi ha detto: 'Siamo talmente competitivi, anche se non sei pronto, la tua competizione ti spinge a trovare soluzioni, visione'. E gli do ragione due anni dopo. Il mio staff mi ha aiutato con i consigli, ma alla fine sono io che devo parlare, gestire, devo sentirlo dentro. Ma un allenatore deve essere pronto".

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