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Juventus dai due volti contro il Genoa, Spalletti: "Dopo mesi non so ancora con cosa ho a che…

"L'eliminazione della Nazionale l'ho vissuta malissimo. Quando è finita la partita mi sono immaginato di essere Gattuso, che è un uomo per bene ed ha tutte le qualità possibili per essere un uomo top. Se fosse successo a me, in quel tipo di stadio, con quella temperatura, con quelle difficoltà, io non so come ne sarei uscito. Non so come avrei potuto reagire, sono cose che non ti schiodi di dosso. Io l'ho subita tanto quella cosa lì, così forte che non riuscivo a parlare di calcio, mi sono quasi nascosto per il dispiacere. Lì se Kean fa il 2-0 di cosa saremmo andati a parlare? Di una grande Italia. In un momento in cui ognuno dice ciò che gli pare, bisognerebbe avere un po' più di equilibrio e di considerare che se non sei in quel contesto lì è facile. L'Italia aveva fatto bene fino alla Bosnia, ma poi la situazione era pesante. Oggi in Udinese-Como c'erano solo due italiani e questa è una cosa fondamentale, perché dobbiamo tutelare i nostri talenti. Se non abbiamo l'amore e l'affetto per i nostri giocatori, non riusciamo a farli crescere. Dobbiamo tutelare i nostri ragazzi, perché ne cresceranno sempre in Italia. Se facessimo giocare un Under 19 fisso in Serie A, noi come Juventus saremmo costretti ad averne quattro per farne giocare uno e poi la cosa mi poterebbe ad andare a vedere quelli due anni più piccoli perché mi servirebbero l'anno dopo. La nostra Nazionale è forte e per me Gattuso ha fatto scelte corrette, poi gli episodi hanno determinato, il calcio è uno sport episodico".

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