Luciano Spalletti firmerà oggi il contratto che lo legherà alla Juventus fino al 30 giugno del 2028. Un biennale che era già pronto per essere siglato durante la pausa ma che era slittato per gli impegni istituzionali di Damien Comolli in Francia - oltre al termine dell'inibizione dello scorso 31 marzo - e i soli due allenamenti della settimana che ha portato alla vittoria contro il Genoa. Il prolungamento è però un segnale forte, di continuità, per sperare in qualcosa di differente rispetto agli anni passati. Il tecnico ha avuto la bravura di navigare in acque (molto) agitate, coadiuvato da stampa e tifoseria sempre dalla propria parte, cosa che non era mai successa con gli ultimi predecessori. Anche la dirigenza ha fatto il suo compito, in particolare con un Giorgio Chiellini che si è speso nei confronti della proprietà per avere un allenatore di nome qualsiasi potrà essere il finale di stagione. Perché rinnovare prima dell'Atalanta fa comprendere che il quarto posto non è più un obiettivo, bensì eventualmente un punto di partenza. Farlo da qualche passo indietro non sarà un problema, perché la sfida è lanciata per la prossima annata.
Garanzie a Spalletti: la Juve riparte così
Spalletti ha detto di sì non solo per una questione economica - comunque interessante, da circa 6 milioni di euro all'anno - ma dopo il fallimento con la Nazionale vuole essere competitivo per vincere trofei. Dunque serviranno investimenti per una formazione decisamente più attrezzata di ora, visto che anche lo stesso John Elkann, ad agosto scorso, aveva parlato di avere successi e non soltanto di partecipare. Dalla Juve sono arrivate delle rassicurazioni, seppur sia chiaro che la partecipazione alla Champions cambia il modo in cui spendere moneta e poi di proporre ingaggi. Perché l'idea è quella di avere una squadra molto esperta, un'intelaiatura forte di chi ha già vinto qualcosa. Una sorta di "La Quinta di Lucio", inserendo cinque giocatori nei ruoli chiave: un portiere, un difensore centrale che possa fare coppia con Bremer, un centrocampista, un trequartista e un centravanti.
I nomi per la nuova Juve
Se la litania comune è quella di rilanciare i giovani dopo il disastro Bosnia, Spalletti crede che sia più utile avere calciatori di spessore europeo. In porta l'obiettivo è Alisson, valutato fra i 10 e i 15 milioni dal Liverpool - che ha esercitato l’opzione - alcuni contatti sono andati già in scena e c'è il gradimento per la destinazione, a un ingaggio ridotto rispetto a quello attuale. Questo è un refrain anche per gli altri: accettare un balzo all'indietro economicamente per una nuova sfida. Antonio Rüdiger ne guadagna più di 10 e ha ricevuto diverse proposte, il Real Madrid non ha ancora scelto se prolungargli l'accordo oppure no (in rampa di lancio c'è Konaté) seppur Dean Huijsen stia vivendo un periodo di difficoltà. Leon Goretzka vuole 7 milioni annui più un bonus alla firma, forse sarebbe più facile arrivare a Franck Kessie. Bernardo Silva preferisce il Sud Europa e il suo accordo con il City è agli sgoccioli: la prima scelta sarebbe il Barcellona dove, però, c'è Lamine Yamal nella sua posizione. Infine Robert Lewandowski, per cui c'è una concorrenza molto folta, anche dall'Italia: il Milan ha chiesto informazioni negli scorsi mesi.
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