Un altro stop. Una nuova risalita. Una stagione che ha avuto alti (pochi), bassi (parecchi) e praticamente un indefinito periodo d’attesa, passato tra infortuni e operazione, passato con le stampelle e poi corricchiando, passato a essere il centro dell’universo per poi diventare primo esubero, salvo tornare - la Juve, almeno - sui propri passi. Dura restare in equilibrio. Anche se per tutta la vita bianconera DV9 non si è mai sentito lontano dalle discussioni. Tutt’altro. A ogni modo, quest’ultimo ko l’ha provato e nemmeno poco: non a caso si è trincerato dietro un silenzio social piuttosto assordante, in attesa di avere maggiori certezze sul rientro in campo, che verosimilmente sarà fissato dopo la sfida con il Milan, l’ultima del micidiale trittico che deciderà le sorti Champions della Juventus. Ecco: a queste partite, a quelle notti, Dusan avrebbe voluto prendere parte con ogni particella di sé, con ogni guizzo e ogni rincorsa. Si sentiva pronto dopo settimane passate ad allenarsi, dopo le sedute in gruppo che gli avevano dato buone sensazioni. Prima della sfida di Udine si era fermato pure per quello: voleva evitare che qualche fastidio potesse buttarlo nuovamente giù, in pasto alle incertezze. E invece è successo.
Il percorso per il rientro
Durante un banale riscaldamento, sul quale anche lo staff medico s’interroga: tempi affrettati? Sottovalutazione generale del problema? Si è corso un rischio di troppo? Ogni aspetto del ko è in fase di valutazione - del resto, Dusan era ed è ancora adesso tra i più monitorati dell’intera rosa -, nel mentre il giocatore ha iniziato il percorso finalizzato al rientro. Con un animo più pesante. E con la famiglia a supportarlo: da papà Milos, impegnato in prima persona nella trattativa per il prolungamento di contratto, alla compagna, passando per mamma Sladjana, tutti gli si sono stretti accanto.
Così come i compagni di squadra, per i quali Vlahovic resta un punto di riferimento assoluto. L’auspicio del giocatore è che questa ripartenza possa farsi molto diversa dalle difficoltà in serie avute tra 2022 e 2023, quando aveva faticato a trovare continuità a causa di una fastidiosissima pubalgia. Gli era costato un pezzo di Juventus, era diventata la madre di ogni critica sul suo conto. E no, non ha messo in discesa un’avventura fatta quasi esclusivamente di intoppi. Ai quali proverà a porre definitivamente rimedio nuovamente quest’estate: sudore, fatica, lavoro personalizzato. Per ricominciare più forte. Ed evitare nuovi stop.
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