Lucio fu. E tutto attorno si è illuminato, ha cambiato colore come prospettive. L’arrivo di Spalletti sul pianeta Juve ha avuto un effetto dirompente: ha eliminato la negatività che s’accumulava da più di un anno, ha fatto spazio alla possibilità di raggiungere il risultato attraverso il gioco. Non era poco. Anzi: era tutto quello che si è rincorso. A lungo. Faticosamente. Tant’è che a volte è parsa utopia fare quel che fanno gli altri, spesso all’estero, e invece con il tecnico toscano è diventata presto una regola da seguire. L’unica percorribile, per certi versi.
Lunga vita a Spalletti
A conferma dell’impatto avuto da Lucio, la soddisfazione della squadra - intera, sì - per la decisione presa dalla società: viva la continuità, lunga vita a Spalletti. Lo stesso che qualche senatore non preferiva al momento dell’avvicendamento con Tudor, lo stesso entrato in punta di piedi salvo prendere spazio, perciò pesi, quindi responsabilità. Tutte sulle sue spalle, sollevate con la forza dei risultati, e poi con quella dell’orgoglio. Qualcuno ha cambiato marcia, qualcun altro no. Qualcuno è diventato indispensabile a suon di prestazioni.
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