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Flop Italia, Leonardo Bonucci non si dimette: arriva la spiegazione

Articolo di Martino Davidi

L'ex difensore della Juventus a differenza di Gennaro Gattuso, Gigi Buffon e Gabriele Gravina è rimasto al suo posto

Leonardo Bonucci ha conservato il suo posto di assistente tecnico della Nazionale italiana anche dopo il fallimento azzurro nei playoff Mondiali. Mentre Gabriele Gravina, Gennaro Gattuso e Gianluigi Buffon si sono dimessi, l’ex difensore della Juventus è rimasto in carica, suscitando lo stupore e l’indignazione di tanti tifosi azzurri, irritati anche per il suo silenzio dopo il devastante ko della Nazionale a Zenica.

Secondo La Repubblica, la spiegazione è legata alla natura esclusivamente tecnica e formativa del suo attuale incarico all’interno della FIGC. A differenza dei dirigenti politici e dello staff tecnico di prima linea, l’ex centrale della Juventus è inserito in un percorso di stage all’interno del Club Italia, iniziato nell’ottobre 2024. In questo ruolo, Bonucci viene assegnato di volta in volta alle varie selezioni azzurre (dall’Under 20 fino alla Nazionale maggiore) a seconda delle esigenze organizzative del momento.

La sua permanenza è quindi strettamente collegata all’obbligo di accumulare le ore di tirocinio necessarie per completare il Master di Coverciano e conseguire la licenza UEFA Pro. Proprio per questo motivo, la sua posizione è di fatto slegata dai cambiamenti politici e dalle dimissioni che hanno colpito la presidenza e la panchina della Nazionale.

Leonardo Bonucci ha un contratto in scadenza il 30 giugno e il suo ingaggio ha un impatto economico molto contenuto sulle finanze federali. Per questi motivi, il suo ruolo non è automaticamente coinvolto nelle dimissioni collettive. Sarà quindi il nuovo corso della Federazione a decidere, una volta concluso il suo percorso di abilitazione, se inserirlo stabilmente nello staff tecnico o meno. Molto dipenderà probabilmente dal futuro commissario tecnico, che secondo indiscrezioni potrebbe essere uno tra Antonio Conte (con cui ha lavorato in passato), Massimiliano Allegri (idem) e Roberto Mancini (suo ex ct).

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