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Gioco, gestione del gruppo e singoli: i motivi che hanno portato la Juventus a proseguire con Spalletti

"Siamo felicissimi di continuare con il mister a prescindere dal verdetto del campionato". Aveva parlato così pochi giorni fa il direttore sportivo della **Juventus** Marco Ottolini, commentando l'imminente rinnovo di **Luciano Spalletti**, oggi effettivamente arrivato. Poche parole comunque esemplificative, che raccontano di come il gradimento della società bianconera verso il tecnico sia legato a fattori che vanno oltre il "semplice" risultato del campo.

Dirigenti e pure tifosi hanno da subito apprezzato il miglioramento evidente del gioco. Una evoluzione non fine a se stessa, ma spesso e volentieri viatico per arrivare al risultato. C'è poi una gestione a tutto tondo che ha colpito e che porterà verosimilmente Spalletti ad avere un peso importante nella scelta delle linee strategiche da seguire. Parliamo di gestione del gruppo, dei momenti e pure mediatica, con l'allenatore di Certaldo che davanti a microfoni e telecamere ha quasi sempre toccato le corde giuste per ripartire dopo le batoste o per mantenere i piedi per terra dopo le vittorie.

E poi i singoli, in gran parte cresciuti dal giorno del suo arrivo. Impossibile non partire da **Kenan Yildiz**, oggi centro di gravità della Juventus sul campo. Il turco ha avuto un'evoluzione visibile in fatto di scelte, di acume tattico e di incisività. Ma non solo lui. Si potrebbero citare i vari Bremer, Kalulu, Locatelli, McKennie… Insomma, i singoli al servizio della collettività. Quei singoli che a più riprese e in momenti diversi hanno sempre e comunque appoggiato Spalletti ed esaltato il suo lavoro alla Continassa.

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