Il tecnico della Juventus tra infanzia, momenti emozionati con la Juventus e futuro del club: "Dopo l'eliminazione di Champions ci siamo sentiti tutti figli della stessa mamma".
Dopo mesi di voci e avvicinamenti, alla fine Spalletti ha rinnovato con la Juventus. Un accordo atteso e ufficializzato nella giornata del 10 aprile, che vedrà il tecnico bianconero alla guida di Madama fino al 2028.
Subentrato al posto di Tudor a fine 2025, Spalletti potrà così lavorare da inizio stagione e puntare al massimo nel 2026/2027, così come, in teoria, nel 2027/2028. Dopo la conferma del rinnovo, il tecnico di Certaldo ha parlato ai microfoni della Juventus spaziando tra il suo passato in Toscana, le sensazioni provate una volta sbarcato in bianconero e le sue idee di calcio che i tifosi sperano possa portare la squadra alla vittoria.
"Io sono state poche volte a teatro, ma quando sono entrato allo Stadium ho avuto quella sensazione lì" confessa Spalletti."È stato come stare al centro dell'attenzione, dove tutti ti guardano e ti ascoltano. Tutti sono disponibili a vedere le scelte che farai, c'è stata anche un po' di emozione. Entrare all'Allianz è come entrare in una storia. Se i tuoi musicisti suonano bene allora lo stadio apprezza e partecipa allora diventa tutto più facile".
Teatro, ma anche cinema:
"Il rumore della palla è come se si fosse in un film, ti crea il sottofondo della base musicale e quando quella accelera, quando il rumore si incrementa, significa che è vicino l'episodio che può far cambiare la partita. La palla non non mente mai. La palla non dice bugie, la palla racconta sempre chi sei".