L'eleganza di Gian Piero Gasperini dopo Roma - Pisa, e soprattutto dopo le bordate di Claudio Ranieri, è stata innegabile. Soprattutto quando ha detto, in sala stampa: "Allenatori cercati prima di me? È normale in qualsiasi società. Io, in ogni caso, sono molto contento della scelta che ho fatto". Avrebbe potuto rispondere più duramente, Gasp, e avrebbe anche potuto sottolineare come lui fosse stato chiamato, e cercato, dalla Juventus. Ma non lo ha fatto, ha lasciato correre. Tutti però, media ma soprattutto tifosi, ieri si sono chiesti chi fossero quei "tre allenatori che hanno detto no" indicati da Ranieri al termine di mesi di frecciatine e incomprensioni.
I tre allenatori che hanno detto no alla Roma: chi sono
Due sono certi, sul terzo aleggia qualche dubbio. Il primo, è notissimo, è Cesc Fabregas, che ha scelto di dire no ai giallorossi e all'Inter per continuare la sua crescita a Como. E oggi, proprio con la Roma - e la Juve - si gioca l'ultimo posto per la Champions. L'altro è Stefano Pioli: era il 4 maggio scorso quando, informalmente, la Roma fece sapere che Pioli non sarebbe stato l'allenatore e il suo nome era stato depennato. Non furono concessi, men che meno pubblicamente, altri dettagli, ma i rapporti con il tecnico allora in Arabia si interruppero bruscamente. La storia è nota: Pioli torna in Italian, va alla Fiorentina, fallisce. Oggi non allena. Sul terzo nome si discute: c'è chi dice sia quallo di Farioli, un anno fa all'Ajax e oggi al Porto (è primo in classifica), e c'è chi dice (l'ipotesi più accreditata) che sia Emery, da quattro anni all'Aston Villa. Profili diversi, due giovani rampanti e due più esperti, di cui Gasperini in fondo, non per età ma per modo di lavorare, rappresenta una sintesi perfetta.
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