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Palladino e la Juventus, un intreccio mai davvero chiuso: era tra i candidati al post-Tudor

Il rapporto tra **Raffaele Palladino** e la **Juventus** continua a somigliare a un filo che non si è mai spezzato davvero. Un rapporto fatto di suggestioni, contatti mai concretizzati e incroci in campo che hanno spesso premiato l’attuale allenatore dell’Atalanta. I numeri raccontano che Palladino, nelle ultime tre sfide contro la formazione bianconera, non ha mai perso: due vittorie e un pareggio. Un dato che diventa ancora più significativo se si pensa che le sue squadre, spesso meno attrezzate sulla carta, sono riuscite a imporsi con identità e coraggio.

Non si tratta di un caso isolato. Nella stagione scorsa, quando guidava la Fiorentina, Palladino ha contribuito in maniera decisiva a interrompere il percorso di Thiago Motta, mentre il 5 febbraio ha eliminato dalla Coppa Italia la Juventus di Luciano Spalletti, indirizzando la stagione dei bianconeri verso un epilogo senza trofei.

**Il suo nome era stato preso in considerazione anche dalla dirigenza juventina dopo l’addio di Igor Tudor,** con il direttore tecnico François Modesto tra i principali sostenitori della sua candidatura. A scriverlo è _Tuttosport_. Alla fine, però, la scelta è ricaduta su Spalletti, ritenuto più pronto per una piazza come quella bianconera. Nel frattempo, Palladino ha accettato la sfida di Bergamo, raccogliendo l’eredità pesante di Gian Piero Gasperini e provando a rilanciare un’Atalanta in cerca di certezze.

Oggi la corsa alla Champions resta aperta e il suo lavoro non passa inosservato. La Juventus osserva, e anche se il presente è altrove, il futuro potrebbe riservare un nuovo capitolo di questa storia mai davvero chiusa.

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