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Comolli e i colpi Juve: "Vi dico chi ci serve". Spunta il rito Stadium: "Mia moglie mi ha detto..."

Non aveva ancora parlato pubblicamente dopo il rinnovo di Luciano Spalletti. Lo fa, da Pinerolo, per immortalare il presente bianconero. Un momento sereno, con un futuro già ben delineato all’orizzonte, al netto di una corsa Champions ancora apertissima. Parla l’amministratore delegato Damien Comolli. Manda messaggi di coesione, spedisce una cartolina d’unione tra tutte le componenti. Certifica la serenità di tutto l’ambiente. E mette la firma, sì, sull’intesa con Lucio fino al 2028. Rassicurando i tifosi sui valori delle ambizioni, queste sì svincolate dal mero raggiungimento del quarto posto.

Spalletti, i rinnovi Juve e la chiave per vincere

Damien Comolli, cosa vi ha portati ad anticiparne il rinnovo di Luciano Spalletti? «Si tratta di una scelta importante, pensata a lungo raggio su tre anni, se consideriamo anche la stagione in corso. Da quando Luciano ha firmato per la Juventus lo scorso ottobre, c’è stata una crescita evidente in termini di risultati. I giocatori, l’ambiente e John Elkann sono sempre stati molto vicini al mister e noi abbiamo lavorato sodo per confermarlo così da dare continuità e stabilità al progetto. Avevamo bisogno proprio di questo, non ci serviva altro».

Cosa manca a questa Juve per tornare ad ambire ai trofei più importanti? Dobbiamo aspettarci un mercato con tanti cambiamenti? «Prima di parlare di mercato, ci tengo a fissare un concetto che ritengo essenziale, quello del “reclutamento interno”. Mi riferisco ai rinnovi di Spalletti, Yildiz, McKennie: conferme fondamentali per ciò a cui aspiriamo. E tra gli obiettivi stagionali che ci eravamo prefissati c’era proprio la stabilità. Se guardiamo poi ai numeri, vediamo una squadra che con Luciano ha raccolto 48 punti in 24 partite. Uno score buono per il secondo o terzo posto, ma non per il primo. Quindi dobbiamo lavorare per rendere la squadra più forte in alcune zone. Non dirò quali, ma le abbiamo identificate già da mesi, e sappiamo dove dobbiamo intervenire. La chiave per tornare a vincere sta qui: combinare la stabilità interna all’individuazione di eventuali rinforzi».

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