Ancelotti: "Il più forte che ho visto? Ricordo Maradona e Platini"
Tornando invece al passato, Ancelotti ha parlato dei più forti contro i quali è riuscito a giocare: "Ho affrontato Maradona che era un fenomeno. Era imprendibile e non ho mai sentito lamentarsi per le botte che prendeva. Ho giocato anche contro Platini che era un grande giocatore così come Zidane che poi ho allenato. Nella mia carriera sono stato anche all’*Everton che non aveva questi fenomeni. Nel calcio bisogna avere sia i calciatori di qualità che quelli che mettono impegno e sacrificio, non è un gioco complicato. I gesti tecnici richiesti sono solo sette".*
Ancelotti: "Nel calcio c'è un prima e un dopo Sacchi"
L'allenatore ha sottolineato l'influenza di Arrigo Sacchi nel calcio: "C ’è un prima e dopo di lui in Italia, hanno iniziato a copiarlo tutti. Io ho avuto grandi allenatori come Liedholm, Cesare Maldini, Ericsson, Bearzot e Capello. Ma Sacchi è stato un innovatore a livello di gioco e di preparazione. Dopo le cinque settimane di ritiro estivo la mia famiglia non mi aveva riconosciuto per quanto ero dimagrito. Le sue tattiche offensive e difensive sono ancora molto attuali, cerco di spiegarle ai miei calciatori".
Ancelotti: "Mondiali 94'? Abbiamo fatto un miracolo"
Sulla relazione con le sconfitte arrivate da calciatore ed allenatore: "N on deve essere un trauma, ma un’opportunità. È un’allarme che devi tenere in considerazione, l’autocritica è fondamentale. Nel calcio invece si cerca sempre il colpevole, ovvero l’allenatore. Una volta in cui l’avversario è stato semplicemente più forte? La semifinale persa 4-0 contro il Manchester City, sono stati più forti. Potevamo fare meglio, ma loro in quel momento erano migliori di noi. Mondiali '94? Sconfitta non dolorosissima, l’*Italia ha fatto un miracolo ad arrivare in finale. Era già un grande risultato, ha alleviato la delusione. Perdere ai rigori comunque è diverso, ti attacchi alla sfortuna".*
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