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Weah, la vittoria è servita: così il nuovo ruolo ha riacceso la Juve

TORINO - Terzino che spinge non si cambia. E come biasimare Thiago di fronte alla continuità di rendimento a cui Weah ci ha abituati da un mese e mezzo a questa parte… L’americano, tra le frecce più pericolose e risolutive dell’arsenale della Juventus, - con 6 gol e 5 assist fra tutte le competizioni è tuttora il secondo giocatore più prolifico dei bianconeri dopo Vlahovic - si è trovato a dover indossare la pettorina da “jolly”, con Thiago che, per via dell’emergenza infortuni, ha scelto di arretrarlo in basso a destra. Un esperimento posto in essere - seppur con il contagocce - già nella passata stagione da Max Allegri, e portato a termine alla grande dal tecnico italo-brasiliano. Del resto, le sorprese più belle si palesano sempre nelle situazioni di emergenza più totale.

Weah come... Calhanoglu

Basti pensare all’exploit di Calhanoglu in nerazzurro di due anni fa, reinventato play da Inzaghi per sopperire all’infortunio di Brozovic. Dopo il primo test nella deludente gara persa dalla Juventus contro il Benfica, Motta ha riproposto Weah come terzino destro anche in campionato e da quel momento non ci ha mai più rinunciato. E non è un dato da poco: Thiago da inizio stagione ha ridisegnato più volte il volto della Juventus, ruotando a turno ogni singolo interprete della rosa, senza consegnare all’immaginario collettivo uno zoccolo duro di 7/8 titolari da cui ripartire di domenica in domenica. Weah, ormai, per il tecnico è a tutti gli effetti uno dei pochi “insostituibili”, come certificano le cinque gare consecutive da titolare in campionato, condite da altrettante vittorie contro Empoli, Como, Inter, Cagliari e Verona, peraltro con sole due reti al passivo. Insomma, con Weah dietro la difesa della Juve ha davvero cambiato pelle.

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