ROMA - Dalle strepitose parate di Alisson al gol di Shomurodov all'ultimo respiro, dall'Atletico Madrid all'Athletic Bilbao, una sottile linea giallorossa continua ad allungarsi in Europa. Per la Roma formato coppe, il fattore casalingo è ormai un dato inconfutabile. Nel mare di bandiere giallorosse di uno spettacolo che ieri ha fatto il giro del mondo, è riecheggiato ancora l'antico "nessuna squadra ce passerà" di Campo Testaccio, che i tifosi continuano a cantare con orgoglio prima di ogni partita. Parole che trovano consistenza scorrendo l'elenco delle ultime 48 gare europee giocate all'Olimpico, dal 2017 ad oggi: nelle ultime otto stagioni le 36 vittorie e i 9 pareggi in casa (che hanno portato a tre semifinali, due finali e un titolo conquistato) sono un ruolino impressionante che arriva ormai a trascendere anche le diverse coppe e i differenti livelli di Roma, come conferma il ranking Uefa dove i giallorossi sono da tempo la prima squadra italiana.
Da Di Francesco a Ranieri, con le radici a Testaccio
Avversarie di livello oggettivamente più basso di quello della Roma, ma anche vittime eccellenti come Chelsea, Barcellona, Liverpool e Manchester United sono cadute nello stadio giallorosso durante gli ultimi anni. Contro la squadra coraggiosa e sfortunata di Di Francesco, con De Rossi e Dzeko in campo e l'urlo di Manolas al cospetto di Messi, l'ultima a giocare in Champions, ma anche contro quella compatta e soprattutto vincente di Mourinho, con la Conference alzata al cielo di Tirana e l'Europa League sottratta da una mano troppo larga a Budapest. Senza dimenticare quella più leggera e fragile di Fonseca, frenata tra covid e troppe sbandate, e quella rilanciata di De Rossi, con l'apice raggiunto nel derby italiano col Milan. Contro Real Madrid (2018), Betis (2022) e Bayer Leverkusen (2024) le uniche tre sconfitte di un cammino che ora Ranieri, che di Testaccio ha l'anima e le radici, cercherà di prolungare ancora.
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