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Juventus-Atalanta, il rigore per mano di McKennie: cosa è successo

Un rigore sblocca Juventus-Atalanta: allo Stadium la Dea è passata in vantaggio con il tiro dal dischetto di **Retegui**, concesso dall’arbitro **Sozza**. Ma cosa è successo?

Juventus-Atalanta, rigore per mano di McKennie

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A spingere l’arbitro a fischiare è stato un fallo di mano di **McKennie**. Che arriva in circostanze particolari: sul un pallone alzato da Ederson saltano il mediano bianconero e **Djimsiti**. Il difensore dell’Atalanta spinge con il braccio l’avversario che si sbilancia: il braccio sinistro è alto e largo, decisamente scomposto, e centra il pallone. Per Sozza non ci sono dubbi: rigore. Motta però ha protestato subito: “Allora bisogna giocare con le mani in tasca?”.

Rigore di McKennie: cosa è successo

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Nell’analisi dell’episodio la cosa che più ha pesato per l’arbitro è la posizione del braccio: punibilità evidente. C’è però da valutare la spinta precedente: in campo l’arbitro ha valutato il contrasto come regolare. Su quello il Var Di Paolo si è preso del tempo per farsi un’idea, ma le immagini non devono aver portato elementi utili a suggerire all’arbitro una revisione. Si potrebbe obiettare che senza la spinta non avrebbe mai preso il pallone con il braccio McKennie. Ma quel braccio largo è un’assunzione di rischio che, in caso di contatto, viene regolarmente punita. In Italia è così.

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