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Finisce con lo Juventus Stadium che inneggia ad Allegri (com’è giusto che sia) – Video

Un grandissimo allenatore mortificato da tifosotti e pseudogiornalisti. Uno scempio. Come sempre accade, la storia presenta il conto

Finisce con lo Juventus Stadium che inneggia ad Allegri (com’è giusto che sia) – VIDEO

Db Torino 26/11/2023 - campionato di calcio serie A / Juventus-Inter / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Massimiliano Allegri

Finisce con lo Juventus Stadium che inneggia ad Allegri (com’è giusto che sia) – VIDEO

Il giornalista juventino Claudio Zuliani pubblica sul suo account X il video con lo Juventus Stadium che nella sera della disfatta con l’Atalanta inneggia a Massimiliano Allegri. Allegri è un grandissimo allenatore mortificato da tifosotti e pseudogiornalisti. Uno scempio. Come sempre accade, la storia presenta il conto. Allegri fatto fuori per consentire a Giuntoli di costruire questo disastro. Roba da non credere.

Finisce anche così #juveatalanta pic.twitter.com/LNBrEVd1ON

— Claudio Zuliani (@ClaudioZuliani) March 9, 2025

Juventus, dura contestazione degli ultras. Accuse (a Giuntoli) per il trattamento riservato ad Allegri

Anche Tuttosport racconta l’aspra contestazione degli ultras della Juventus ieri sera all’esterno del J Hotel.

Scrive Tuttosport:

«Avete rotto il c…». E poi: «Tirate fuori i c…». Sì, è stata una serata di contestazione. A tratti dura. Con toni alti. E non finirà qui, tutt’altro: da parte della curva è stata annunciata la decisione di proseguire, tra il silenzio allo Stadium eppure la presenza costante. Casa e trasferta, ovunque ci sia la possibilità. È stato il prodotto finale di due ore in cui è arrivato di tutto, in cui gli ultras hanno voluto ribadire il peso specifico che ritengono di avere all’interno delle dinamiche bianconere.

Un dispiegamento di polizia – circa 50 ufficiali, più agenti della Digos – ha scortato il gruppo di 300 tifosi nei 300 metri che separano l’impianto dal J Hotel, sede da ieri del ritiro blindatissimo dei bianconeri. I cori sono partiti subito, immediatamente. Sirene blu e cordone a dividere chi urlava da chi conteneva. E il primo messaggio è stato rivolto proprio a Thiago Motta, defi nito a più riprese «interista» e più crudamente «pezzo di m…».

La rivolta dei supporters è partita da lì per un motivo su tutti: non ci si riconosce all’interno delle scelte fatte dalla dirigenza,

e dentro ci finisce il rapporto avuto con Massimiliano Allegri, come sarebbe stato trattato quest’ultimo, le idee alla base di un progetto per molti rivoluzionario e però oggi portatore malsano di disillusione.

Motta è stato protagonista anche dello striscione esposto dai tifosi, dispiegato poco dopo l’arrivo all’esterno dell’albergo in zona Continassa: «Dirigenza assente, allenatore e giocatori imbarazzanti. Avete rotto il c… tutti quanti». Piuttosto emblematico, come la sequela di rimproveri cantati a squarciagola in una domenica sera di fine inverno, pur in un momento in cui la Juventus potrebbe quasi ambire a discorsi scudetto. Tanto vero quanto paradossale.

A ogni modo, e a più riprese, i rappresentanti della curva hanno chiesto un confronto alla squadra, alla dirigenza, a qualcuno che potesse rappresentare in maniera chiara la società. Volevano veicolare un messaggio sugli altri: erano stufi di vedere una squadra non in linea con la storia del club, e per questo c’era il desiderio di ribadirlo in maniera diretta, con un confronto a quattr’occhi.

Quando la contestazione si scioglie, nel massimo dissenso mostrato fino a quel momento, si leva l’ultima voce: «Senza cog…, siete senza cog…», e via di fischi. Copiosissimi. Come in campo. Come nella peggiore delle partite e nella più brutta delle prestazioni.

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