Al momento dobbiamo dire che Thiago Motta non è il migliore per la Juve, per una società che ha speso tanto e l’ha accontentato in tutto
Thiago Motta, La Stampa di Elkann: “è sempre convinto d’essere il migliore allenatore possibile per i suoi figli?”
Juventus' Italian coach Thiago Motta reacts prior to the UEFA Champions League 1st round day 1 football match between Juventus FC and PSV Eindhoven, at the Juventus Stadium in Turin on September 17, 2024. (Photo by Isabella BONOTTO / AFP)
Thiago Motta, La Stampa di Elkann: “è sempre convinto d’essere il migliore allenatore possibile per i suoi figli?”
Su La Stampa di John Elkann ecco uno stralcio dell’analisi di Antonio Barillà dopo la disfatta della Juventus umiliata in casa per 0-4 dall’Atalanta.
Scrive Barillà:
La lezione dell’Atalanta rimpicciolisce le cinque vittorie consecutive e rimette a nudo i limiti della Juventus, svegliandola nel modo peggiore da un sogno sorretto più dalla matematica che dalla logica: i punti di distacco dalla vetta sono 9, lo scudetto ridiventa miraggio e perfino il quarto posto torna in discussione: già stasera la Lazio potrà sfilarlo in sorpasso e intanto il sorprendente Bologna – che evidentemente funzionava al di là di Thiago – è a -2. Più del risultato umiliante e degli effetti in classifica, pesa in realtà il modo in cui è maturato: i bianconeri si sono consegnati, non hanno saputo reagire, hanno perso in fondo senza lottare. In poche parole, tristissime, non si sono dimostrati solo squadra inferiore alla Dea: semplicemente, gravemente non si sono dimostrati squadra. Ed è per questo che tanti tifosi hanno lasciato lo stadio in anticipo, la sconfitta è sopportabile ma il tradimento no. Ci chiediamo, adesso, cosa pensa nel suo intimo l’allenatore, se è sempre convinto d’essere il migliore possibile per i suoi figli: diamogli credito e fiducia, ma al momento dobbiamo dire che non è il migliore per la Juve, per una società che ha speso tanto e l’ha accontentato in tutto.
Thiago Motta non parla proprio di dimissioni: «Siamo la seconda squadra più giovane della Serie A».
L’allenatore della Juventus dopo la sconfitta in casa con l’Atalanta per 0-4.
«Oggi abbiamo iniziato la partita che sapevamo complicata, contro una squadra che voleva giocare tanto sui nostri errori. Dopo l’episodio del rigore, discutibile seriamente, peccato sbloccare una partita così su un rigore. Dopo il rigore siamo andati in avanti, siamo la seconda squadra più giovane del campionato, scontiamo anche la mancanza di esperienza. E abbiamo sofferto in contropiede e a livello mentale questo primo gol. Abbiamo reagito cercando di andare avanti e dando loro la possibilità di avere più campo, loro sono una squadra molto pericolosa in questo. Siamo tristi, dispiaciuti. Questa storia dello scudetto che avete messo noi dentro, sicuramente non si parlerà più. Bisogna ripartire subito contro una squadra forte come la Fiorentina e andare avanti».
«All’andata l’Atalanta doveva andare a cercare la partita. Oggi dopo il primo gol abbiamo cercato di andare avanti commettendo sbagli tecnici, e dando la possibilità a loro che in ripartenza hanno attaccanti che arrivano bene. Lo sapevamo prima della partita. È un peccato sbloccare una partita del genere con un rigore senza entrare nel merito se era rigore o no. Ci siamo sbilanciati troppo. Dopo è diventata molto più complicata per noi».
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