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Via Motta dalla Juve, il popolo bianconero insorge sui social: è #MottaOut

Le colpe di Motta, fino al veleno

Pensare che la stagione della Juve con Motta non è nemmeno partita male, ma è arrivata alla deriva giornata dopo giornata, soprattutto dopo l'infortunio di Bremer. L'assenza di un leader difensivo ha pesato e sta pesando. Era arrivato Veiga ma anche lui è fuori per un problema muscolare. Oltre a questo anche la gestione non è piaciuta, vedi Danilo: capitano bianconero e messo alla porta con una facilità disarmante quando, invece, avrebbe potuto dare una grossa mano, anche ai più giovani, per capire il dna Juve. Aggiungiamo la situazione Vlahovic, sempre in campo (anche per mancanza di alternative) fino a gennaio e poi in panchina con l'arrivo di Kolo Muani, giocando pochissimi minuti e due gare dall'inizio (Cagliari ed Empoli in Coppa Italia).

Tra le 'colpe' del tecnico italo-brasiliano c'è stata quella di continuare a puntare su giocatori come Koopmeiners, fuori dal gioco e che non hanno portato nessun valore aggiunto alla Juventus. La squadra, poi, si è dimostrata molto debole sotto l'aspetto mentale e in alcune gare al primo schiaffo subito si è sciolta come neve al sole, vedi Atalanta. La rotazione dei capitani, cambiare sempre formazione, la presunzione di non ammettere errori, essere monocorde senza saper cambiare schema, la gestione generale del gruppo, fino al presunto virgolettato di un calciatore bianconero che avrebbe sottolineato un rapporto con Thiago non proprio positivo. "Non lo sopporto, e non sono l'unico" sarebbe stata la confessione di un giocatore a un amico.

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