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Sprofondo Motta, il rischio che la Juve non può correre: il danno sarebbe enorme

Thiago Motta è l’allenatore della Juventus. Punto. Thiago Motta sarà tra una settimana l’allenatore della Juventus. Punto di domanda. Perché se è vero che il tecnico è dato per confermato, direttamente e no dalla dirigenza, è altrettanto vero che a fronte di una nuova debacle, domenica a Firenze, la sua posizione potrebbe vacillare, soprattutto se l’eventuale sconfitta con i Viola venisse accompagnata da una prestazione impalpabile come quella offerta domenica sera allo Stadium contro l’Atalanta. Qui, sia chiaro come il sole, in discussione non è il progetto, quello della sostenibilità abbinata alla competitività: che era e resterà la nuova pietra angolare scelta dalla proprietà. In discussione, invece, colui che è stato scelto per esaltare il materiale messogli a disposizione: l’allenatore.

I fallimenti di Motta

E visto che dopo aver fallito gli assalti alla Supercoppa, alla Coppa Italia e all’ottavo di Champions League, il rischio di fare un buco nell’acqua con il quarto posto è sempre più serio, ecco che una nuova profonda delusione al Franchi imporrebbe profondissime riflessioni. Tra l’altro, a quel punto, a nove giornate dalla fine e con la concomitante sosta per via degli impegni della Nazionali, la situazione potrebbe assumere il classico scenario che la storia del calcio racconta come tipica per la decisione del cambio in panchina. Ormai, dopo aver fallito tutti gli altri obiettivi sportivi di inizio stagione, non resta che la qualificazione alla prossima edizione della Champions, conditio che si interseca non poco anche con il traguardo della rimessa in ordine dei conti, aspetto sulla quale la Juventus è in linea col programma come testimonia la semestrale positiva per circa 17 milioni, segno “più” che non si vedeva da sei bilanci.

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