Il 4-0 con l’Atalanta ha scosso la coscienza del tifo mentre è assordante il silenzio della dirigenza. Nessuno che ci metta la faccia
Tuttosport a pallettoni contro la Juventus: “c’è mancanza di juventinità all’interno della società”
Db Roma 15/05/2024 - finale Coppa Italia / Atalanta-Juventus / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Gianluca Ferrero-Maurizio Scanavino-John Elkann-Cristiano Giuntoli
La Juventus, dopo la sconfitta per 4-0 contro l’Atalanta, sta vivendo ore di riflessione sul futuro del tecnico Thiago Motta. Ma, scrive Tuttosport, anche la società ha delle colpe.
La crisi della Juventus non è solo colpa di Motta: sotto accusa anche la società
Il quotidiano nell’edizione odierna:
Il 4-0 subito in casa è uno schiaffone di proporzioni bibliche per la Juventus, non si riscontrava da 58 anni. Una debacle che ha scosso la coscienza del tifo, tanto quanto il silenzio assordante della dirigenza. L’opinione pubblica si chiede come sia possibile l’assenza totale di una presa di posizione della società nel post-partita: una freddezza che si presta a a mille interpretazioni e che presta anche il fianco a chi potrebbe strumentalizzare quel distacco per evidenziare quanto Motta sia stato lasciato solo. E non è nemmeno la prima volta che succede; unica eccezione, dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia contro l’Empoli. In generale, l’opinione pubblica bianconera imputa alla società una mancanza di presenza e una generale assenza quando c’è da gestire questioni scomode e/o delicate, non solo quando c’è da spiegare una sconfitta o difendere l’operato di allenatore e squadra.
Quando sarebbe stato lecito aspettarsi una presa di posizione forte davanti alle telecamere, la dirigenza bianconera ha preferito soprassedere, lasciando nei tifosi la sensazione diffusa di un indebolimento a livello di immagine e peso politico. C’è mancanza di “juventinità” all’interno dell’attuale società. Chi si trova ai vertici della piramide, dal presidente Ferrero all’ad Scanavino, si è sempre esposto molto poco nelle dichiarazioni ufficiali, ha di solito affrontato tematiche legate all’equilibrio economico/finanziario. E lì si arriva a un’altra criticità: la campagna acquisti stagionale. I dubbi sorgono quando il rendimento dei tre acquisti più onerosi (Koopmeiners, Douglas Luiz, Nico Gonzalez), circa 150 milioni in totale, non è all’altezza degli investimenti. La sensazione è che le valutazioni sul progetto a fine stagione possono allargarsi e riguardare non soltanto l’allenatore.
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