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Napoli, Conte chiede aiuto in zona gol

NAPOLI - Il finale è la vera notizia: servono più tiri e gol scudetto. Ma è una storia lunga e c’era una volta l’1 dicembre 2024: a Torino c’erano il sole e un portiere grande e grosso che trascorse la giornata a oscurarlo, restringendo tremendamente la porta del Toro. Il Napoli, all’epoca, concluse la partita con 16 tiri totali, di cui 6 indirizzati verso Milinkovic-Savic, il gigante dalle cinque parate super, ma alla fine riuscì a vincere per 1-0. In pieno recupero, tra il 92’ e il 94’, Simeone e Neres sfiorarono il bis in contropiede: ma il Cholito fu ipnotizzato da Milinkovic, mentre il fuorigioco cancellò il bis del brasiliano. Tre mesi e nove giorni dopo certe cose non sono ancora cambiate, anzi: domenica il Napoli ha battuto la Fiorentina per 2-1, segnando due reti a fronte di 19 tiri complessivi, di cui 11 nello specchio di De Gea (9 parate). Le dichiarazioni di Conte alla fine delle due partite risultano sovrapponibili: bisogna chiudere le partite così da evitare pericoli da batticuore nei finali e sprecare così tanto può essere molto pericoloso. Per la cronaca, Simeone ha sciupato un contropiede al 92’ anche domenica.

Napoli, problemi in zona gol

In sintesi: il Napoli, secondo in classifica a un punto dall’Inter con 18 vittorie in carnet e diciassette settimane complessive in testa, ha problemi in fase di realizzazione. Costruisce tanto, crea, invade la trequarti e anche l’area, ricama cross su cross e sa anche schiacciare gli avversari, ma tira e segna molto meno rispetto alle rivali per lo scudetto. Per intenderci: l’Inter vanta 63 gol su 447 tiri totali, uno ogni 7.1 con percentuale realizzativa del 14.1 percento; l’Atalanta, invece, 63 gol su 419 tiri, uno ogni 6.7 con percentuale del 15 percento; e il Napoli 45 gol su 379 tiri, uno ogni 8.4 con percentuale realizzativa dell’11.9 percento. Inferiore anche a quella del Torino (12%), della Lazio (12.7%) e della Fiorentina (13.1%). E ancora: il Napoli, secondo in classifica con 18 vittorie a -1 dalla vetta, ha il quarto attacco del campionato insieme con la Juve e alle spalle della coppia Inter-Atalanta e della Lazio; ed è l’ottava squadra per tiri in Serie A dopo Inter, Milan, Atalanta, Roma, Bologna, Lazio e Juventus. Eccezion fatta per i campioni d’Italia, tutti gli altri sono alle spalle degli azzurri. Curiosità? Il Como di Fabregas ha provato 372 conclusioni verso la porta, 7 meno del Napoli.

Conte, senza Kvara l’attacco è migliorato

Di positivo? Rispetto ai primi quattro mesi della stagione, la situazione è migliorata: la squadra di Conte aveva realizzato 18 gol dopo 11 giornate e 21 dopo la quindicesima, e dunque dopo la sconfitta con la Lazio a cui poi è seguito il miglior periodo, e all’epoca aveva il settimo attacco del campionato nonostante Kvara fosse ancora uno del gruppo.

Napoli, gli attaccanti non fanno la differenza

Pochi anche i tiri nello specchio rispetto alle altre pretendenti al titolo, 111 contro i 154 dell’Inter e i 160 dell’Atalanta, ma il rapporto con i gol non è pressoché identico: uno ogni 2.5 come la Dea, mentre la capolista viaggia a uno ogni 2.4. La vera differenza? Gli expected goals. Ovvero: il Napoli ha un xG di 40.1, cioè avrebbe dovuto segnare quaranta gol a fronte dei 45 collezionati, e questo significa che ha trovato soltanto 5 reti in più rispetto a quelle previste. Atalanta e Inter dilagano: 11.8 e 10.8 gol in più rispetto a quelli previsti, e quindi i tiratori del Napoli fanno raramente la differenza con gol più complessi del previsto.

Attacco, solo Lukaku in doppia cifra

Altro dato simbolico e altamente indicativo riguarda i cannonieri: Lukaku è entrato in doppia cifra soltanto domenica, alla ventottesima giornata: 10 gol. Inter e Atalanta vantano una coppia ciascuno in doppia cifra già da un po’: nella Dea ci sono il capocannoniere Retegui con 22 reti e Lookman con 13; Inzaghi ha Thuram con 13 e Lautaro con 10. Il secondo cannoniere del Napoli? McTominay, un centrocampista, con 6 gol. Il terzo è Anguissa con 5 gol. Raspadori, il componente del tandem offensivo varato nelle ultime quattro giornate, ha segnato 3 gol in quattro partite dal 15 febbraio, cioè da quando è tornato titolare dopo una serie di panchine sin dal 31 agosto. In totale ne conta 4, ma il potenziale è enorme: nelle ultime quattro presenze in Serie A, ha segnato le stesse reti collezionate nelle precedenti 39.

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