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Juve, conto salatissimo: un anno con Motta pesa tre con Allegri

Juve, i costi dell'era Allegri

Le spese hanno avuto un'impennata con Allegri, anche se all'esordio non c'era poi così tanta differenza: -29,19 milioni, cresciuti fino a -72,22 nell'estate successiva con gli arrivi di Dybala, Alex Sandro, Mandzukic e Zaza, dopo un anno in cui era arrivata la finale di Champions League persa contro il Barcellona e la sensazione di non essere poi così distanti dai primi. La Juventus in quel periodo sembrava a un passo dal tetto europeo e probabilmente lo era. Dal 2018 il vero cambio di rotta di Agnelli, con l'arrivo prima di Cristiano Ronaldo e un mostruoso -149,26 tra i 261,8 milioni (record) di spesa e i 112,54 di incassi. Fu l'ultimo anno del primo Allegri, che dopo cinque Scudetti di fila decise di salutare. Due stagioni fra Sarri e Pirlo, poi il ritorno del tecnico livornese, con un mercato da -77,62 e altre da un -40 complessivo.

Juve, il paragone con Thiago Motta

Così un anno di Conte, in media, costava circa 36,71 milioni come passivo sul calciomercato. Per Allegri invece siamo intorno a -53,23, in crescita. Quasi giocoforza rispetto a ora, perché dal primo scudetto sono passati tredici anni e i prezzi, da quel momento in poi, sono esplosi. Anche per scelta della presidenza Agnelli che, dopo due finali di Champions, aveva deciso di fare all in su Cristiano Ronaldo. La situazione per Thiago è differente: dopo l'epurazione degli ex allegriani, c'era bisogno di investire pesantemente con gli arrivi di Koopmeiners, Douglas Luiz, Khephren Thuram, Alberto Costa, Juan Cabal, Nico Gonzalez, Di Gregorio, Kelly e Adzic, più Kalulu, Veiga, Kolo Muani e Kalulu. Cambiare non è sempre meglio, basti vedere i risultati.

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