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TORINO - Sotto gli occhi di Cristiano Giuntoli e Maurizio Scanavino, che saranno anche degli habitué alla Continassa (il direttore tecnico ha lì il suo ufficio) ma che mai come questa volta hanno sentito l’esigenza di essere presenti, la Juventus ha ripreso ieri mattina gli allenamenti dopo il giorno di riposo nel quale i giocatori hanno cercato di recuperare dallo stordimento per le quattro sberle rifilate a domicilio dall’Atalanta. Volti poco sorridenti, voglia di scherzare pari a zero, grande concentrazione perché il momento non permette distrazioni. E prima di iniziare con il riscaldamento, anche in questo caso come di consuetudine, Thiago Motta ha parlato alla squadra: non ha usato toni alti e forti, come è il suo modo di fare, insito nel suo carattere, ma ha voluto che i giocatori prendessero coscienza del peso della sconfitta, della figuraccia davanti ai propri tifosi, della necessità di cambiare marcia per salvare una stagione già compromessa dall’eliminazione nella Supercoppa italiana, in Champions League e in Coppa Italia. Sono stati ovviamente analizzati gli errori commessi, vivisezionati nel dettaglio per capire che cosa si doveva fare e che cosa non si doveva fare, è stato messo nel mirino l’atteggiamento della squadra, come il suo impatto sul match, l’incapacità di reagire di fronte alla pressione bergamasca, lo sbandamento collettivo che ha lasciato spazio al dominio della Dea.
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Motta riparte da Firenze
Dopodiché Motta ha stilato i punti da cui ripartire: il lavoro quotidiano (e questa è la prima settimana “normale” in cui allenarsi da inizio 2025), una maggiore intensità e collaborazione affinché tutti possano contare sul sostegno del compagno, la volontà di riscattare immediatamentre il ko cercando di veicolare in campo la riscossa senza però farsi prendere dalla frenesia. Tanto più che domenica, al Franchi di Firenze, sarà una gara complessa perché la Fiorentina arriva da un periodo poco positivo ed anche lei è alla ricerca di riscatto. Con la spada di Damocle sulla testa, Motta è consapevole che Firenze può segnare la svolta della stagione, in senso positivo se arriva una vittoria convincente, ma anche negativo: un’eventuale nuova sconfitta metterebbe a serio rischio la quarta posizione in classifica della Juventus con tutte le conseguenze sulla stabilità della panchina, dei giocatori e della stessa dirigenza.
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Juve verso Firenze: gli indisponibili
Per la sfida contro la Fiorentina gli unici che potrebbero rientrare nella lista dei giocatori convocabili sono Nicolò Savona e Jonas Rouhi, che ieri hanno svolto ancora un allenamento personalizzato, come Francisco Conceiçao, il quale però è apparso più indietro nel recupero dall’infortunio, un’elongazione del bicipite femorale (il portoghese, come Douglas Luiz, dovrebbe rientrare soltanto dopo la sosta, contro il Genoa allo Stadium). Yildiz sta meglio dopo il virus intestinale che lo ha colpito prima di Juventus-Atalanta compromettendone anche la prestazione. A Firenze i bianconeri si troveranno di fronte per la prima volta Nicolò Fagioli, che ha traslocato nel capoluogo toscano proprio con il mercato di gennaio. Ma non ci sarà tempo per le rimpatriate: la delicata situazione non ammette distrazioni e la trasferta dovrà essere una dimostrazione di forza per blindare il quarto posto.
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