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Gasperini, Pioli o Conte alla Juve? La netta differenza rispetto a Mancini

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TORINO - La premessa doverosa richiama la prima regola del calciomercato: “Mai dire mai”. Che non è un modo furbetto per smarcarsi da responsabilità sulle previsioni sul domani, bensì la doverosa precisazione per mettere nelle giusta cornice ciò che offre il presente. E il tema della panchina della Juventus non fa eccezione, anche perché la situazione è più che mai magmatica e articolata. La panchina di Thiago Motta non è salda per tre ragioni: gli obiettivi falliti (Supercoppa italiana,Coppa Italia e accesso agli ottavi di Champions), il gioco mai sbocciato e un rapporto con i calciatori che non riesce a risultare così virtuoso. Ma il problema più grande è legato al quarto obiettivo, ovvero l’accesso alla prossima Champions League che non è affatto sicura: a dieci giornate dal termine del campionato i bianconeri sono sì al quarto posto, ma con soltanto un punto di vantaggio sulla Lazio cui dovranno far visita alla terzultima di campionato e due sul Bologna, che dovranno affrontare al Dall’Ara la settimana precedente la sfida dell’Olimpico. Dunque è evidente quanto sia sul filo di lana la posizione in Coppa della Juventus e di conseguenza di Thiago Motta.

Juve, tutti i nomi per il dopo Thiago Motta

I nomi della rosa dei candidati per poter prendere il posto del tecnico italobrasiliano qualora fallisse anche l’ultimo traguardo o lo mettesse così a rischio da giustificare un esonero in corsa è ormai noto. Oltre al profilo di Roberto Mancini, l’elenco dei papabili registra altre tre posizioni principali. Quella di Gian Piero Gasperini, ora in forza all’Atalanta ma pronto al divorzio a fine anno e sul quale si è spinta in avanti la Roma. Quella di Stefano Pioli, che da settembre allena in Arabia Saudita l’Al Nassr di Cristiano Ronaldo per un ingaggio da 10 milioni di dollari con il club pronto ad allungargli il contratto. E infine quella di Antonio Conte, che al momento è più che altro una suggestione dettata dal fatto che la sua figura rappresenterebbe una iniezione di passione che da tempo non si vede alla Continassa. Dunque insidie ce ne sono eccome, e a dirla tutta non è da escludere anche la pista che potrebbe portare a Tudor, al momento senza squadra.

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Juve, la differenza tra Mancini e gli altri

Una delle differenze più marcate tra Mancini e i tre italiani sopracitati è molto semplice: l’ex ct azzurro potrebbe subentrare subito, al volo, e quindi arrivare più che mai pronto al Mondiale per club che si terrà a cavallo tra giugno e luglio negli Stati Uniti (diversamente per gli altri tre servirebbe una deroga per il tesseramento in tempo utile). Mondiale che sarà un giro di giostra importante anche a livello di immagine e lo sponsor, peraltro, è ancora un punto di domanda anche se trapela ottimismo sui tempi per la chiusura del contratto. La scelta di Mancini, poi, eviterebbe di ricorrere alla soluzione temporale del traghettatore, ovvero di colui che in caso di esonero dopo un brutto ko a Firenze con la Viola possa guidare la squadra nelle restanti nove e decisive partite. Come si diceva, “mai dire mai”, ma la situazione è da allarme rosso come si può capire guardando semplicemente la classifica e il calendario. Ed è per questo, ovvero guardando al futuro prossimo, che la fiducia a Motta dovrà essere nutrita dai risultati: partita dopo partita, a cominciare proprio dal Franchi.

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