"Trattato male? Forse. Sono andato in prestito alla Roma, sono tornato e capisco che volessero vendermi o fare qualsiasi cosa di cui il club avesse bisogno la scorsa estate, ma sono arrivato il primo giorno dopo la pausa estiva e mi hanno detto che dovevo andare, ma che non mi avrebbero costretto. E poi sì, mi hanno costretto, mi hanno fatto allenare da solo e cose del genere. È stato un po' brutto, anche perché ero lì da tre anni, dall'Under 17, e volevo solo provare a giocare con la prima squadra della Juve". Le parole di **Dean Huijsen** fotografano la situazione in casa Juventus, con i bianconeri che hanno dovuto cedere il difensore spagnolo per le plusvalenze e finanziare la campagna acquisti.
Ora la valutazione, rispetto ai circa 15 milioni incassati, è quadruplicata. Segnale netto delle scelte e della miopia circa certi profili, come potrebbero essere De Winter e Dragusin, oppure Romero. La Juve arriva prima sui giocatori di grido, soprattutto in difesa, ma poi non ci crede abbastanza. O meglio, è costretta a puntare su altri più pronti, senza mai aspettare la crescita. Che, peraltro, può anche essere repentina, come capitato con tutti i difensori citati precedentemente, salutati e in dodici mesi divenuti plusvalenze da big.
**Huijsen del resto era considerato come uno dei migliori talenti della sua generazione.** Rimane da capire, oltre al lato economico, perché vendere un teenager che ha già giocato a Roma, dimostrando di potere stare a certi livelli, per poi comprare uno come Kelly, riserva al Newcastle.