TORINO - Thiago Motta non è uno sprovveduto. Thiago Motta sa bene come le voci sulla sua posizione e sui possibili sostituti possano innescare turbamenti all’interno del gruppo, con inevitabili conseguenze sulla tenuta della squadra in campo. Thiago Motta, in questi giorni, nelle frequenti comunicazioni con i giocatori (non è mica vero che non ha dialogo) ha badato soprattutto a evitare che in loro si innestasse una convinzione: che anche a uno solo potesse sorgere il dubbio che lui metta il proprio destino professionale in primo piano, davanti a tutto il resto. A TeleLombardia lo ha confermato Dario Canovi, storico procuratore molto vicino (da tempo non è lui il suo agente, ma il figlio Alessandro) al tecnico bianconero: “Voci su altri allenatori? Thiago pensa solo a lavorare e chiede ai giocatori di impegnarsi nel lavoro quotidiano. Le formazioni sempre diverse? Scelte dovute ai tanti infortuni. Fa giocare chi merita di volta in volta. Douglas Luiz? Ha giocato poco non per scelta, ma perché ha avuto infortuni in serie. Gonzalez e Koopmeiners han no saltato la preparazione. Motta avrà fatto i suoi errori, ma non ha mai avuto la difesa titolare e ha la seconda squadra più giovane del campionato ".
Canovi e il futuro di Motta
"La sua, finora, è stata un’esperienza travagliata alla Juventus. L’anno scorso si diceva tutto il bene possibile, adesso tutto il male. Raccoglie i suoi errori, però nessuno ha fatto un’analisi oggettiva di quanto accaduto negli ultimi 8 mesi alla Juventus... Motta diventerà uno degli allenatori più bravi d’Europa: faccio calcio da 50 anni e ne sono convinto. Le aspettative su di lui e sul mercato della Juventus sono state eccessive. Andrea Berta mi diceva che la rosa della Juve era da quarto-quinto posto. Resterà? Non lo dovete chiedere a me, lo dovete chiedere ai dirigenti della Juve. Lui ha un contratto, ma dovranno decidere loro. Questa domanda dovreste farla a Cristiano Giuntoli ”. Quanto al futuro, la situazione è un poco più fluida e condizionata da molte variabili che vanno al di là del risultato che domani (maltempo permettendo) si materializzerà alla fine della partita contro la Fiorentina. Perché se è un fatto che i contatti con altri allenatori ci siano stati, e anche assai concreti e approfonditi, è altrettanto vero che in questa fase si è deciso di evitare accelerazioni che potrebbero innescare conseguenze immediate anche e soprattutto a livello di bilancio.
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