FIRENZE - Quando lo scorso 29 dicembre ha segnato alla Juventus per il momentaneo 1-1 - primo gol in assoluto da ex - è rimasto impassibile come una statua, nessuna esultanza, neppure un mezzo sorriso mentre i compagni lo sommergevano di abbracci. Un atteggiamento che fu apprezzato dai tifosi bianconeri e, in fondo, capito da quelli viola. Perché ora Moise Kean è un loro giocatore, è il trascinatore della Fiorentina, il leader, il centravanti che Firenze aspettava da tempo. La città e la sua gente se lo tengono stretto esaltandosi davanti alle sue dimostrazioni di forza e potenza, gongolando all’idea che la Signora magari un po’ lo rimpianga. E ovviamente sperando che domani da ex regali altre magie. Intanto il gol al Panathinaikos, dentro una prestazione formidabile per grinta, partecipazione e personalità (si veda come Kean ha invitato Mladenovic appena espulso a lasciare il campo: il video sta spopolando sul web) s’è rivelato decisivo per la Fiorentina per andare avanti in Conference. Il ventesimo in 33 partite per il centravanti premiato dalla nuova convocazione in nazionale. Il ventesimo con cui ha appena superato il record stagionale di marcature che risaliva al 2020-21 ai tempi del Psg (17 in 41 gare) ed eguagliato Toni e Gilardino, gli unici altri due attaccanti viola ad aver raggiunto la doppia cifra nell’era dei tre punti. Un traguardo celebrato dalla Fiorentina sui propri canali.
Kean, dal buio di Torino al risorgimento fiorentino
Non solo: ancora due centri (le occasioni non gli mancheranno) e Moise raggiungerà i 22 segnati in 123 gare con la maglia della Juve, il club cui sarà sempre grato perché lo ha cresciuto e lanciato ma dove specie nell’ultima avvilente stagione "ero precipitato nel buio" come raccontò tempo fa. Firenze e la Fiorentina si stanno rivelando invece l’ideale per la sua rinascita e la definitiva consacrazione, perché qui si sente centro del progetto come ribadito anche al sito della Uefa: "Appena sono arrivato ho sentito tanto calore. Questo ti fa sentire bene, soprattutto se sei come me e hai avuto problemi in passato. Questa città mi ha davvero accolto a braccia aperte e ciò mi ha dato la forza di continuare a impegnarmi e far felici i tifosi. È difficile descrivere a parole le emozioni che si provano quando fai gol e tutto lo stadio è in festa. Ma so che posso fare di più e possiamo fare di più come squadra. Intanto avevo bisogno di trovare persone come quelle che ci sono alla Fiorentina. Spero che andremo lontano come squadra perché siamo un grande gruppo e lo meritiamo".
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