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La Juventus senza Motta: ecco come giocherebbe con un nuovo allenatore

"Rollercoaster Juventus" titolerebbero gli americani se dovessero scrivere uno sceneggiato sulla stagione dei bianconeri. La rivoluzione estiva, i giovani, i nuvoi innesti, la volontà di dar vita a un progetto del tutto inedito. Il timone affidato a Thiago Motta, il mago di Bologna capace di portare gli emiliani in Champions League, allenatore in rampa di lancio a cui i vertici della Vecchia Signora hanno deciso di affidare le chiavi della nuova stagione. Un campionato che si è aperto nel migliore dei modi, tra vittorie ed entusiasmo, ma poi evidentemente qualcosa si è inceppato negli ingranaggi mentali e di gioco. Fuori dalla Coppa Italia per mano dell'Empoli, addio all'Europa dopo l'orribile playoff con il Psv. E, dulcis in fundo, quarto posto - verosimilmente l'ultima posizione per l'accesso alla Champions - a serio rischio. Ça va sans dire che sul banco degli imputati c'è il tecnico bianconero e sulla sua testa si sono affollate le nubi foriere di un possibile divorzio anticipato. Ogni partita potrà essere determinante in tal senso. Sulla strada dei torinesi c'è il duello con la Lazio per la corsa alla Champions e poi, in estate, il Mondiale per club. Tempi strettissimi e obiettivi da centrare. In caso di disfatta, chi sarebbe il profilo giusto per subentrare a Thiago? E come giocherebbe la Juve? Vediamolo nel dettaglio.

Brambilla, dalla Next Gen una "garanzia giovani"

L'attuale allenatore della Juentus Next Gen è uno dei profili in lizza in caso di un possibile addio anticipato di Thiago Motta. Soprattutto nelle vesti di traghettatore. Massimo Brambilla è un tecnico dalla grande esperienza con i giovani, dall'Under 17 nell'Atalanta al club bianconero. Autore, nella scorsa stagione, della cavalcata degli juventini fino ai playoff di Serie C. Trasferitosi al Foggia a inizio campionato, è tornato a Torino per risollevare le sorti di una squadra che sembrava destinata al fondo della classifica. Con Brambilla il ruolino di marcia è da prime posizioni, con il post-season promozione assolutamente alla portata. Il modulo preferito negli ultimi due anni è il 3-5-2, ma molto utilizzato è il 3-4-2-1. Adattato alla formazione di oggi della Juventus, giocherebbe così: Di Gregorio; Gatti, Bremer, Kalulu (Veiga); Cambiaso (Weah), Thuram, Locatelli, Cabal (Conceicao); Yildiz, Nico Gonzalez (Koopmeiners); Kolo Muani (Vlahovic).

Magnanelli, gioventù e freschezza

Gioventù, freschezza e nuove idee di gioco. Questi i comandamenti di Francesco Magnanelli da quando gli sono stati affidati i giovanissimi della Juventus. Immediatamente dopo il ritiro dal calcio giocato, il tecnico si è da subito cimentato nell'esperienza di allenatore, saltando direttamente dall'altra parte della barricata. Alla guida della Primavera bianconera, ha già fatto vedere cose molto interessanti. Il suo modulo preferito combacia con quello utilizzato da Thiago Motta in questo campionato, il 4-2-3-1. Immaginando qualche variazione rispetto alla visione dell'ex Bologna, se la Vecchia Signora dovesse essere affidata all'ex centrocampista, potrebbe giocare così: Di Gregorio; Cambiaso, Bremer, Gatti (Kalulu), Cabal; Thuram, Locatelli; Nico Gonzalez, Koopmeiners, Yildiz; Kolo Muani (Vlahovic).

Pioli, equilibrio e concretezza

Il profilo di Stefano Pioli non ha bisogno di presentazioni. Basti pensare al vero e proprio capolavoro fatto alla guida del Milan, culminato con la vittoria dello Scudetto. Un percorso paradossalmente avvalorato dal suo addio: da quando l'ex Bologna ha lasciato il Diavolo, i rossoneri sono caduti in un periodo di profonda crisi. Oggi è alla guida dell'Al Nassr di Cristiano Ronaldo, ma non disdegnerebbe un ritorno in Serie A, soprattutto per una panchina importante come quella della Vecchia Signora. L'allenatore è sulla lista di Giuntoli, nell'eventualità, per avviare un nuovo ciclo e non nel ruolo di semplice traghettatore. La sua gestione dello spogliatoio è sicuramente un punto forte, capace anche di compattare l'ambiente nei momenti difficili. Tra l'altro il suo modulo preferito è il 4-2-3-1, con il quale farebbe giocare la Juventus così: Di Gregorio; Cambiaso, Bremer, Kalulu, Cabal; Thuram, Locatelli; Conceicao (Nico Gonzalez), Koopmeiners, Yildiz; Kolo Muani (Vlahovic).

Tudor, la grinta che manca

Per Igor Tudor si tratterebbe di un ritorno, sia romantico che professionale alla Juventus. Entrato nei cuori dei tifosi bianconeri da giocatore, ha potuto assaporare la panchina della Vecchia Signora al fianco di Andrea Pirlo per una sola stagione. Nonostante avesse già degli estimatori che lo avrebbero voluto come suo successore, la sua carriera è proseguita altrove. Dopo l'ottima avventura all'Hellas Verona alla quale è seguita quella al Marsiglia, la parentesi alla Lazio ha un po' frenato la crescita del tecnico, che però è pronto a un ritorno in grande stile. Il suo profilo sarebbe ottimo in caso di un divorzio anticipato con Thiago Motta a stagione in corso. Il modulo preferito da Tudor è il 3-4-2-1, con il quale la Juve giocherebbe così: Di Gregorio; Gatti (Veiga), Bremer, Kalulu; Cambiaso (Weah), Thuram, Locatelli, McKennie (Conceicao); Yildiz, Koopmeiners; Kolo Muani (Vlahovic).

Gasperini, rivoluzione e innovazione

Gian Piero Gasperini è un altro profilo di garanzia. Il lavoro fatto con l'Atalanta in questi nove anni lo ha messo tra gli allenatori italiani più determinanti delle ultime stagioni. In bianconero, poi, per lui sarebbe un ritorno perché è già stato nel settore giovanile agli inizi della carriera. Qualche settimana fa ha parlato del futuro in conferenza e il non rinnovo con la Dea (contratto in scadenza comunque a giugno 2026) ha fatto drizzare le antenne a diversi club, ed è finito anche tra i nomi della Juve dovesse decidere di separarsi da Motta.

L'ultima volta in una big (l'Inter) non è andata nel migliore dei modi, altri tempi e differenti situazioni, per questo meriterebbe una seconda possibilità per quanto fatto vedere con i bergamaschi. Il suo modo di giocare, poi, non si sposta molto da quello analizzato da alcuni dei precedenti allenatori visto che con l'Atalanta, ormai, ha collaudato il 3-4-2-1 e dove ritroverebbe anche nuova verve lo stesso Koopmeiners. Dovesse essere lui il tecnico della prossima stagione dunque la squadra potrebbe scendere in campo così: Di Gregorio; Gatti, Bremer, Kalulu (Veiga); Conceicao (Weah o Alberto Costa), Thuram, Locatelli, Cambiaso (Cabal); Yildiz, Koopmeiners; Kolo Muani (Vlahovic).

Conte, il condottiero votato dai tifosi

Di Antonio Conte c'è poco da dire. Bianconero nel cuore e nell'anima visti i suoi trascorsi, vincenti, da giocatore e da allenatore. È stato lui a far partire la nuova egemonia Juve in Serie A alla conquista dei nove Scudetti e, per questo, è tra i più amati da parte dei tifosi che vorrebbero un suo ritorno in panchina. Con il Napoli ha firmato un contratto di tre anni e già nella sua prima stagione ha fatto vedere tutte le sue capacità di tecnico. È in grado di far rendere la squadra al meglio e, a prescindere da come andrà l'annata con la vittoria o meno dello Scudetto, gli azzurri possono soltanto che ringraziarlo. Del futuro non v'è certezza e a oggi è un sogno più della piazza che non una situazione concreta. In questa stagione ha dimostrato anche di sapere adattarsi alla rosa a disposizione variando da un 4-3-3 (o 4-2-3-1 a seconda della posizione di McTominay) ma anche con il più collaudato 3-5-2. Nel primo caso non si discoterebbe troppo dalla formazione di Motta: Di Gregorio, Kalulu, Gatti, Bremer, Cambiaso, Thuram, Locatelli, Nico Gonzalez (Conceicao), Koopmeiners, Yildiz, Kolo Muani. In alternativa con l'altro modulo potrebbe giocare con Yildiz dietro Kolo Muani in avanti, adattare Conceicao a tutta fascia a destra con alternativa Weah e Cambiaso a sinistra, oltre all'inserimento di Kalulu da centrale.

Mancini, ripartenza ed esperienza

Dopo la vittoria dell'Europeo con l'Italia e la mancata qualificazione al Mondiale del 2022, Mancini ha deciso di lasciare l'incarico e il Paese andando a provare l'esperienza in Arabia Saudita. Ora è libero da contratti e per questo molto appettibile, soprattutto per un discorso d'esperienza oltre a competenze e carisma. Non a caso è tra i nomi in pole position dovesse, la Juve, decidere di separarsi da Thiago Motta. Nella sua carriera ha utilizzato davvero tantissimi moduli ma negli ultimi anni, soprattutto in azzurro ha utilizzato per la maggiore il 4-3-3. Può giocare anche con la difesa a 3 o anche il 4-2-3-1 o 4-4-2 a seconda di come intende interpretare il modo di giocare degli esterni. Quest'ultimi utilizzati spesso con lo Zenit in Russia. Tenendo, però, il primo come idea di gioco base la sua probabile formazione potrebbe essere questa: Di Gregorio, Alberto Costa (Savona), Gatti (Kalulu), Bremer, Cambiaso, Thuram, Locatelli, Koopmeiners, Nico Gonzalez (Conceicao o Weah), Kolo Muani, Yildiz.

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