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"Gasperini come Guardiola. Inter, dalla Juve al Napoli il tema è questo"

"Inter, come gestire il calendario"

Crede che quest’anno per Inzaghi possa essere uno spartiacque: finora ha sempre scelto di provare ad andare in fondo ovunque, non dovesse riuscirci cambierà in futuro la sua strategia? «Lo trovo molto maturato nella gestione: ha utilizzato tutti con intelligenza, con finora evidente priorità nelle scelte per il campionato. L’Inter viene da due stagioni dove al 15 marzo era chiaramente orientata giocoforza o sulla Champions - due anni fa, col Napoli in fuga -, o sul campionato - lo scorso anno, con la sconfitta il 13 marzo a Madrid -; invece questa è la prima stagione di Inzaghi dove, al 16 marzo, è in lotta per tutto... E lui non si è mai nascosto, anzi ha conferito fiducia e minuti a molti elementi oltre agli undici titolarissimi. Anche perchè sta avendo molti più infortuni rispetto la scorsa stagione, ultimi quello di Dimarco e De Vrij che non saranno a Bergamo».

Ad aprile l’Inter, oltre agli impegni di campionato, avrà il Bayern in Champions e il Milan in Coppa Italia: come si può gestire un calendario così complicato?

«Pensando partita per partita: e non è una frase fatta. Mi riferisco alle condizioni dei singoli al termine di ogni gara, alla gestione dei recuperi. Ogni minuto va gestito con intelligenza, anche nei viaggi e nell’organizzazione degli allenamenti. Anche un’ora in più di sonno può essere decisiva».

Acerbi marcherà Retegui: crede che la sua efficacia sia data anche dal fatto che ormai gli attaccanti non siano più abituati a essere marcati da difensori della “vecchia scuola”, alla Samuel, per intenderci?

«“Ace” è un difensore di un’intelligenza calcistica rara, “legge” sempre prima le intenzioni dell’avversario e, come centrale dei tre, oggi è uno dei difensori più affidabili d’Europa. Ha caratteristiche diverse da “Wally” che aveva più forza e velocità esplosiva ed era più marcatore di lui. Di Francesco invece non percepisci le lacune perché possiede la capacità di mettersi sempre in una situazione di forza contro il suo avversario: è un libero che sa duellare e marcare senza problemi».

L’Inter dovrà giocoforza pensare a un erede di Acerbi: Hien può essere il profilo giusto?

«Hien per una difesa a tre è perfetto e viene da un anno e mezzo di scuola con “Sir Gasp”... Perciò è un giocatore con conoscenze di copertuta difensiva ma non ha paura a marcarti nell’uno contro uno lontano dalla porta».

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