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Allo Juventus Park si diverte solo la Fiorentina: la presunzione di Thiago Motta è diventata confusione

Benvenuti allo Juve Park dove si diverte la Fiorentina, dopo l’Atalanta una settimana fa. Tanti saluti a Thiago Motta e Giuntoli, gemelli diversi di un fallimento che per la storia bianconera rischia di diventare epocale. Ma almeno stavolta il direttore sportivo passa in secondo piano, perché l’imputato principale è l’allenatore che ormai sembra incapace di guidare la squadra sia nelle scelte di formazione che tattiche, sia nelle correzioni di modulo che nei cambi.

È stata una partita senza storia, giocata bene da una Viola fresca e malissimo da una Juventus appassita nei suoi problemi che - attenzione - in generale non possono essere ricondotti solo a Thiago Motta che dalla presunzione ormai è passato alla confusione. Ma in particolare, assolutamente sì. Perché a ripensare sia alla formazione di partenza che all’assortimento in panchina, non si capisce nulla delle scelte tecniche.

Pagelle sintetiche dei bianconeri. Eccole. Di Gregorio si è visto quando c’era da rilanciare con i piedi. Sulle fasce Weah è andato a sbattere contro Gosens e dall’altra parte Kelly è stato travolto da Dodò. Al centro, parliamoci chiaro: Kalulu-Veiga discreti, ma non sono meglio di Gatti, anzi non ci vanno neanche vicino. Nella gran confusione del centrocampo, Locatelli sembra un opaco geometra e Thuram un talento spaesato. Poi c’è McKennie che - con tutta la simpatia - non può fare il fantasista, sennò è la fine del calcio. Stendiamo un velo su Koopmeiners seconda punta. Su Nico Gonzalez rimbambito sulla fascia sinistra dove, fino a quest’anno, non aveva mai giocato neanche da bambino. E infine Kolo Muani che è bravo e volenteroso ma anche lui - riparliamoci chiaro - non sembra meglio di Vlahovic. Nella ripresa sono entrati Alberto Costa che non vale più di un Birindelli qualsiasi ma è costato quasi 15 milioni. Poi Cambiaso che non si capisce perché sia tanto peggiorato rispetto allo splendido jolly di pochi mesi fa. Quindi si sono visti Gatti e Conceicao, due che avrebbero serenamente meritato di giocare titolari anziché il quarto d’ora finale a disfatta ormai completata.

Nella Fiorentina, tutti bravi e applausi anche a Palladino. Ma due parole in più per Fagioli, che è di un’altra categoria. E per Kean che domina e fa reparto da solo anche quando non segna. Complimenti a chi li ha venduti per comprare, più o meno allo stesso prezzo, il buon Nico Gonzalez.

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