"Arrendersi è una parola che non prendiamo in considerazione. Per alcuni può sembrare così. Ma la squadra non si arrenderà". Così Michele Di Gregorio commenta la trasferta di Firenze, che ha visto la Juventus uscire sconfitta con il finale di 3-0 - reti di Gosens (15'), Mandragora (18'), Gudmundsson (53') - al termine di una gara a senso unico che ha deluso ogni aspettativa sul riscatto della formazione di Motta dopo il 4-0 subìto dall’Atalanta allo Stadium. Il ko del Franchi compromette dunque la corsa Champions, con il Bologna che si accomoda al 4º posto con un vantaggio di una lunghezza sui bianconeri grazie alla manita sulla Lazio. La prossima giornata c’è il Genoa a Torino nell’incontro in programma alle ore 18 di sabato 29.
Di Gregorio: "Non so cosa ci manca"
"Stasera stiamo male, come stavamo dopo l'Atalanta - ha dichiarato a Dazn - . Siamo i primi a soffrire, a essere delusi, a sapere che le prestazioni come le ultime due non bastano, non sono all'altezza della Juventus. Ma sappiamo che per uscirne e per tirarci fuori è il lavoro, compattare il gruppo, lavorare, lavorare è tutto quello che serve perché in queste situazioni è difficile capire dove sta la mancanza. Bisogna farlo a 360 gradi. Arrendersi è una parola che non prendiamo in considerazione. Per alcuni può sembrare così. Ma la squadra non si arrenderà. Sono momenti difficili, duri, sicuramente. Cosa ci manca? Non lo so. Riguarderò più volte la partita, se servirà. Parleremo e capiremo, sentiremo tutti perché siamo un gruppo. Capire quali sono le difficoltà. Ora c'è la sosta e ci sarà tempo per pensare. Quando torneremo tutti parleremo e ci ritroveremo. Il direttore ha parlato e come sempre ha cercato di darci una carica, una spinta per ripartire".
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