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Motta, pioggia e... sputi di Stefano Bianchi

La permanenza o la dipartita, a o da Torino del Signor Motta, è una questione di denaro. Denaro che gli è stato accordato in cambio di certe prestazioni che, evidentemente, non è stato in grado di fornire. E non le ha fornite per sue le bislacche idee di tattica, per l’impiego dei giocatori e per i suoi rapporti con gli stessi.

Una persona intelletualmente coerente avrebbe fatto i bagagli, chiesto scusa, e se ne sarebbe tornato a casa sua, perdendo un po’ di denaro, ma acquistando tanto in immagine. D’altra parte, Giuntoli ha due possibilità: rinunciare sicuramente alla prossima Champions League mantenendo in panchina l’ex interista e risparmiando uno stipendio da allenatore, oppure cambiare tecnico, dovendo continuare a pagare l’allenatore vecchio e stipendiare anche quello nuovo, ma con la possibilità di qualificarsi per la Champions League, che qualche soldino lo porterebbe.

Ma... c’è un ma. Il Signor Motta è uno che mentre una folla gli sta sputando in faccia, rimane fermamente convinto di stare andando in motocicletta, senza casco, mentre sta piovendo a dirotto. Come dire che il Signor Motta è uno che non riconosce tanto bene la realtà, come puntualmente dimostra con i discorsi che fa davanti alle telecamere dopo le frequenti disfatte sportive che ci regala. E’ anche per questo che mai e poi mai toglierà il disturbo. Quindi, caro Giuntoli, tocca a te darti da fare: metti alla porta costui, prima che lottare per il quarto posto di classifica per la Champions League, si trasformi in un lottare per il quarto (e ultimo) posto di classifica per evitare la retrocessione in serie B.|

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