
* Alessandro Mossini
* 15 minuti fa
**Perché alla Juventus fino ad ora non si è visto praticamente nulla del Thiago Motta ammirato a Bologna?** Cosa è rimasto in Emilia del tecnico italo-brasiliano e perché si è arrivati a un **flop** che può essere solo minimamente rintuzzato da un eventuale **arrivo al quarto posto** con conseguente qualificazione Champions? Probabilmente **in questo momento se lo chiedono soprattutto alla Continassa** **e se lo chiede Cristiano Giuntoli**, che ha puntato e corteggiato Motta **per mesi** al punto da vestirlo di bianconero virtualmente **già alle ultime curve della passata stagione, prima dell’ufficialità di giugno.**
**QUELLE ANALOGIE CON BOLOGNA -** In queste ore i capi d’accusa al Thiago Motta bianconero sono chiari: **scelte di formazione contestate e troppi cambi,** con giocatori che passano **da essere inamovibili a riserve**, **poca empatia** con lo spogliatoio e **accantonamento di alcuni leader storici** bianconeri, **comunicazione un po’ troppo sfrontata**. Ecco, per dirlo con molta chiarezza: **qualche punto di contatto con ciò che si è visto a Bologna c’è e che nel mondo Juventus qualcuno si sorprenda è quantomeno anomalo.** Partiamo dal tema **formazioni**: **azzeccarle, da queste parti, per gli addetti ai lavori era una vera impresa.** A volte non bastava nemmeno adocchiare le pettorine della rifinitura della vigilia per essere certi di fare centro. **Il campo, però, quelle scelte le premiava praticamente sempre**: non facevi in tempo a chiederti **“ma perché lui?**” e questo magari **segnava**, o risultava **decisivo**. Qualcosa che si è visto anche **nelle prime uscite bianconere**, con le idee vincenti **Mbangula** e **Savona**. Certo, a volte l’impressione che **potesse esagerare** c’era (per esempio una partita a Sassuolo in cui parte senza punte con **Aebischer finto centravanti**) ma i dividendi quasi sempre arrivavano, persino ruotando i portieri. Tante idee, parecchi adattamenti - spesso **capitava di vedere un centrocampista come esterno tattico**: citofonare recentemente **Koopmeiners**, anche se da queste parti erano **Aebischer** e **Urbanski** \- ma un insieme sempre all’insegna di quell’equilibrio che in bianconero pare essersi sbriciolato negli ultimi 180 minuti.
**IL RAPPORTO CON I BIG: NO ALLE “PRIMEDONNE” -** Il primo anno rossoblù ha rappresentato l’unico vero esempio di **rapporto con un giocatore ingombrante: Marko Arnautovic**, peraltro suo ex compagno di squadra da ragazzino all’Inter. **Per Thiago Motta l’allenamento è sacro e l’austriaco, tra un acciacco e l’altro, deve anche gestirsi.** Il minutaggio cala, **il rapporto si guasta**, arriva qualche infortunio di troppo: “Arna” pianta il muso, diventa quasi **un corpo estraneo**, dà chiari segnali di insofferenza uscendo dal campo dopo le panchine, mentre Barrow o Sansone (o Zirkzee, quando non è k.o.) fanno i centravanti. E Motta ne parla malvolentieri, rispondendo secco sul tema in conferenza stampa. **A marzo 2023 la società organizza un confronto, presente tutta la dirigenza: si parlano, si chiariscono più no che sì, Motta ribadisce che manderà in campo chi può dare il massimo per il Bologna, nella sacralità del gruppo**. Il weekend dopo lo manda in campo a Salerno nella ripresa, dopo 15 minuti infortunio al piede: lì la città si convince che l’idolo Arnautovic forse ha dato il meglio e che Thiago le sue ragioni le ha, ripescandolo poi per il finale di campionato. Certo, **un precedente che dovrebbe suggerire qualcosa a Dusan Vlahovic**, fin da subito parso non proprio il centravanti ideale per un tecnico per cui **“il numero 9 è il nostro primo difensore**, che orienta il pressing della squadra”.
**IL “PERCORSO” MOTTA: SUCCESSI E DURI CONFRONTI -** Sotto le Due Torri **Thiago Motta** è arrivato al posto dell’indimenticato **Sinisa Mihajlovic** ed è rimasto per **nove mesi più un’intera stagione**: inizia ad handicap - un punto in quattro partite - e **a Casteldebole dopo qualche giorno si ritrova persino gli ultras in spogliatoio**, che chiedono spiegazioni più ai giocatori che a lui, appena arrivato. Confronto assai robusto, nel quale **il tecnico prende le difese della squadra e va anche a muso duro con i presenti:** un episodio che gli costerà - salvo deroghe minimali - **l’indifferenza della parte più calda del tifo**, anche nei giorni più felici rossoblù. Dopo quella partenza, via via ingrana e porta la squadra dalla zona calda fino al **nono posto finale**, **miglior piazzamento dell’era Saputo all’epoca**: un risultato importante, che lo fa sentire sulla plancia di comando. A Lecce, dopo l’ultima giornata 2022-23, va a muso duro con un giornalista: **"Scrivi ciò che ti detta la società e non fai il bene del Bologna", il tema era sempre Arnautovic**. Al netto dell’accusa sgradevole, **il club ovviamente non gradisce:** **incontro a Casteldebole il mattino dopo**, clima freddino anzichenò e poi Motta parte per il suo buen retiro di Cascais, in Portogallo, dove vive la famiglia e dove l’ex centrocampista va a staccare la spina dalla fine di un campionato all’inizio del ritiro della stagione successiva. **Si apre una crepa tra Motta e il Bologna, che raggiunge il suo climax il 2 agosto in Olanda**: il mercato langue e il tecnico dopo una tournée giocata con alcuni Primavera titolari, imbraccia la clava. **"Serve investire, non possiamo tradire la nostra gente.** Ai ragazzi servono stimoli, entusiasmo e concorrenza interna, i tifosi si sono abbonati e ci danno fiducia ma **oggi non siamo in grado di competere per la Serie A"**. È lo sbrocco pubblico che però getta le basi del volo rossoblù, visto che anche **Sartori - rapporto con Motta molto alterno, eufemismo** - si stava muovendo sottotraccia per avere un boost di investimenti: **in meno di un mese arrivano Calafiori, Kristiansen, Ndoye, Freuler, Fabbian e Saelemaekers.**
**I RAMI SECCHI TAGLIATI E GLI ALLENAMENTI A TUTTA -** In quella stessa intervista Motta taglia un paio di **rami secchi**, tra tutti **Barrow**: **"Si dice da tempo che abbia talento, è giunto il momento che lo mostri altrove".** Salute, specie per uno che aveva abituato i giornalisti nei pregara a conferenze molto parche di titoli, in cui tutti i giocatori sono "**fantastici**" e in cui **"la partita più importante è la prossima"**. Sartori, che da sempre va sul campo a vedere giocatori e a conoscere i ragazzi, non solo assembla una squadra di valore ma un gruppo con valori umani importanti: Motta attecchisce subito, **esplode Zirkzee, la squadra perde raramente, subisce pochissimi gol** e dopo qualche sussulto sul mercato di gennaio - **Motta, in scadenza a giugno, richiede un attaccante brasiliano che gioca in Mls, Talles Magno**, **Sartori va avanti per la sua strada e porta Castro e Odgaard** \- in primavera arriva in zona Champions con cinque vittorie in fila. E **sul campo il Bologna è una sinfonia:** gioco moderno, fatto di interscambi continui, Zirkzee a orchestrare l’attacco nel suo ruolo di centravanti/trequartista che apre spazio per gli inserimenti altrui, Calafiori che sale impetuoso a impostare. **Tutta roba che a Torino non si vede.
LA DIFFERENZA -** C’è una **differenza** base da sottolineare: negli anni di Bologna, Motta era chiaro, **"allenamenti al massimo, sempre, nessuna deroga".** **Chi non si adegua è fuori.** Anche perché **per fare il suo calcio serve una gamba brillante.** Un giocatore, ai tempi, diceva: **"Per noi la partita alla domenica è quasi un riposo"**. Ecco, **qualcosa che puoi fare avendo dal lunedì al sabato il solo allenamento.** Quest’anno alla Juventus anche Motta e il suo staff erano alla prima stagione di quello che per tutti i tecnici è un lavoro diverso, ovvero **allenare alle prese con il doppio impegno settimanale.** Partita, scarico, rifinitura, di nuovo partita: **tempo per gli allenamenti a tutta, davvero poco.** E forse **non è un caso che in otto mesi alla Juventus abbia avuto una quota di infortuni muscolari forse superiore a quella avuta in quasi due anni a Bologna**. **Tutte cose che Giuntoli avrebbe dovuto sapere, chiamando Motta alla sua corte e in un ambiente senza dubbio molto più intriso di prime donne e di big rispetto al Bologna, oltre che molto meno paziente**. Certo, poi ci sarebbe un tema tecnico: la qualità dei rossoblù della passata stagione, che in buona parte si stanno confermando anche quest’anno. Prendiamo il terzetto dei centrali (ne giocavano spesso solo due): **Beukema, Calafiori e Lucumi.** Dal crac del crociato di **Bremer**, **la Juventus manda in campo qualcuno in difesa più forte di questi tre?** Personalmente, dubito. Insomma, c’è anche un tema di **qualità tecnica e caratteriale** tra il Bologna che fu - e che è tuttora: citofonare Italiano, pur con qualche big in meno della passata stagione - e la Juventus che (non) è. E che, almeno sul campo, sembra tutto fuorché una squadra dell’allenatore che ha portato in Champions il Bologna dopo sessant’anni. **Sempre che la sua ricetta rossoblù, dalle parti della Continassa, sia davvero proponibile.**