Roberto Mancini: la valorizzazione dei giovani
Fuoriclasse in campo, vincente da allenatore. E negli occhi di tutti gli italiani ancora l’abbraccio di Wembley con Vialli dopo il trionfo agli Europei del 2021. Un’immagine eterna, che restituisce la sensibilità e il coraggio di Roberto Mancini, al quale va subito dato un merito enorme. La valorizzazione dei giovani. Sotto la sua quinquennale gestione in azzurro, l’ex ct ha lanciato la bellezza di 57 giocatori. Va da sé che per alcuni la convocazione risultava talmente evidente da non rappresentare poi un pregio così grande, ma per altri è arrivata totalmente inaspettata. Un esempio su tutti, Pafundi: “Prima lui, poi tutti gli altri”. Una visione di vedere il calcio che, se applicata alla Juve, porterebbe a una nuova inversione di rotta. I vari Fagioli, Kean, Miretti, Nicolussi, Rovella e Soulé, sacrificati in nome del santo bilancio, stanno già facendo discutere (e non poco) il tifo bianconero, che inizia a mugugnare sull’operato di Giuntoli. Attualmente libero, dopo il tumultuoso divorzio con l’Italia e la non felicissima esperienza sulla panchina dell’Arabia Saudita che gli ha portato in dote una cinquantina di milioni, il Mancio è forse l’opzione principale per prendere sin da subito il posto di Thiago Motta, crollo contro il Genoa permettendo. Al netto del 3-5-2, sistema comunque utilizzato negli anni, ha un solo marchio di fabbrica: il 4-3-3. Calcio verticale, spazio agli esterni e un centravanti che deve far gol. La possibile formazione: Di Gregorio; Kalulu; Gatti, Veiga, Cambiaso; Thuram, Locatelli, Koopmeiners; Nico Gonzalez (Conceicao), Kolo Muani, Yildiz.
Ma voi ricordate Chiesa con Mancini?
Rappresenterebbe più di un piano B, quasi un cambio di paradigma rispetto alla scelta di Motta, individuato come lider maximo di un progetto che in realtà non è mai decollato. Tre Scudetti con l’Inter, 4 Coppe Italia, 2 Supercoppe Italiane, 1 Premier League (il titolo che avviò l’epopea del Manchester City), 1 Coppa d’Inghilterra, 1 Community Shield e una Coppa di Turchia. Fino, ovviamente, all’esaltante trionfo europeo con l’Italia. Un palamares che spesso viene quasi dimenticato ma che, di fatto, lo rende un vincente. L’altra grande qualità di spicco del Mancio, oltre alla valorizzazione dei giovani, è sicuramente la gestione dei veterani. Emblematico, in tal senso, il cammino di Chiellini e Bonucci che hanno guidato per mano la squadra fino ai dolci rigori contro l’Inghilterra. Con un profilo come Mancini, verrebbe quasi già da pensare in prospettiva, a come e quale potrebbe essere la rosa della Juventus nella prossima stagione. Non senza rimpianti, però. Vi basti ricordare il Federico Chiesa prime, forse il giocatore più valorizzato in quella Nazionale, accompagnato troppo presto alla porta bianconera. Ad aver scelto Roberto Mancini come possibile sostituto in corsa di Thiago Motta è stato il 51% dei votanti.
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