La misurabilità del calcio, al giorno d’oggi, permette di determinare quali siano gli atteggiamenti realmente correlati con l’efficacia nelle diverse fasi di gioco. È ormai chiaro che il possesso palla senza un reale guadagno di campo e apertura di spazi di gioco, come accade ormai dall’inizio dell’anno alla Juventus di Thiago Motta, è più un esercizio di stile che uno strumento utile per vincere le partite. Quasi il 10% in più di passaggi completati, sul totale dei tentati rispetto ad Atalanta e Fiorentina, non ha infatti permesso ai bianconeri di essere minimamente competitivi. Il diktat sul possesso palla voluto dall’allenatore italobrasiliano sembra a questo punto essere il vero vulnus. Se usciamo da una mera analisi quantitativa e andiamo a cercare dei parametri di qualità emerge la verità. MathandSport avendo sotto controllo la posizione in campo di tutti i giocatori e della palla in ogni istante della partita può determinare per ogni passaggio, quanti giocatori vengono saltati. Questo indicatore chiamato Pass Gain è sempre più alto nelle squadre avversarie che trovano più facilità, evidentemente, a verticalizzare e saltare le linee difensive della Juventus.
La Juve non rischia nei passaggi
Ma c’è un altro parametro ancora più interessante per capire anche il momento complicato dei bianconeri dal punto di vista psicologico. Il Pass Risk, misura il rischio di perdere la palla nei passaggi. Ebbene nelle ultime 2 partite le avversarie hanno avuto molto più coraggio nel fare giocate decisive per la creazione della superiorità numerica. Il Pass Risk di Fiorentina e Atalanta è nettamente più alto di quello fatto registrare dai bianconeri, segno anche di un evidente disagio nel prendersi la responsabilità nel momento opportuno. A risentirne di più, sono proprio i giocatori che avrebbero bisogno di velocità e profondità di azione. Stiamo parlando di Koopmeiners e Kolo Muani. L’olandese che ha ricoperto quasi tutti i ruoli tra la linea mediana e la trequarti in questo campionato, non ha bisogno di trovare la posizione più congeniale ma di ricevere passaggi sulla corsa tra le linee o addirittura oltre la linea difensiva avversaria, come accadeva l’anno scorso, invece è spesso servito con la palla nei piedi, rendendo le sue giocate più complicate e leggibili. Stesso discorso si può fare per Kolo Muani che appare appesantito dalle indicazioni tattiche che deve rispettare. La costante ricezione spalla alla porta (aspetto in cui allora converrebbe scegliere Vlahović), e lontano dall’area di rigore avversaria, disinnesca sistematicamente le sue armi migliori (dribbling, lanciato e velocità di corsa). La heat map della sua disponibilità nella partita con la Fiorentina è emblematica. Ha una posizione media molto alta perché la squadra gioca molto nella metà campo avversaria, ma la disponibilità a ricevere la palla è soprattutto alle sue spalle verso il cerchio di centrocampo. Servirà, ritrovare un gioco più diretto per recuperare i giocatori che poi dovrebbero fare la diff erenza anche con le giocate individuali.
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