Facendo un riassunto rapidissimo, si potrebbe dire: Kolo Muani promosso; tutto il resto è quanto meno rivedibile. Tradotto: Juve rimandata a gennaio. Il mercato invernale della Signora non ha rispecchiato le attese. Quattro acquisti, quasi 40 milioni di investimenti (poco oltre comprendendo i bonus contenuti in ogni operazione), per rimediare alle colpe dell’estate - Cristiano Giuntoli ha allestito la rosa senza un vero e proprio alter ego di Vlahovic pur conoscendo perfettamente le condizioni fisiche di Milik - e rispondere agli infortuni di Bremer e Cabal, che hanno complicato non poco il cammino della squadra di Thiago Motta. Ebbene, a conti fatti, il colpo centrato è proprio il vice Dusan, quel Kolo Muani che ha stupito con cinque gol nelle prime tre partite (prima di frenare nelle successivo otto) ed è diventato molto più di una seconda opzione, scalzando il serbo e diventando titolare fisso.
Il mercato di gennaio della Juve non funziona
Gli altri innesti non hanno cambiato il corso delle cose, anzi. La fotografia della disfatta di Firenze e il naufragio di Renato Veiga e, soprattutto, Kelly, spiegano molto più di tante parole. Certo, era difficile trovare un centrale della classe di Bremer ed era complicato farlo a metà stagione quando i grandi giocatori raramente si muovono. Eppure non tutto è andato per il verso giusto se è vero che è stato a lungo tentato l’assalto a David Hancko del Feyenoord, l’obiettivo principale, ma poi la trattativa si è arenata un po’ per la resistenza del club olandese e un po’ di più per la richiesta di 30 milioni. Così la dirigenza è arrivata con l’acqua alla gola, a fine mercato, alla ricerca di un rinforzo di qualità che potesse ovviare anche agli infortuni che si susseguivano in serie.
Juve, tris di flop
Il primo colpo è stato Alberto Costa, terzino destro classe 2003, acquistato dal Vitoria Guimaraes a titolo definitivo per 12,5 milioni (più 2,5 di bonus). Un innesto più di prospettiva, in verità, che ha avuto chiaramente bisogno di tempo per capire la nuova realtà e inserirsi nel calcio italiano. Bilancio: 4 presenze, tutte da subentrante, per 101 minuti complessivi in campo. Non una prima scelta per Thiago, insomma, se è vero che dal suo arrivo al debutto (nella disgraziata gara di Coppa Italia con l’Empoli) è trascorso quasi un mese e mezzo. Poi si è passati al centro, dove c’erano le necessità maggiori ed è stato scelto Renato Veiga: prestito oneroso fino a giugno riconoscendo al Chelsea 3,8 milioni (più 1,5 di bonus). Il giovane portoghese, convocato in Nazionale in questi giorni, ha piglio e qualità e a parte il rovescio di Firenze ha fatto intravvedere potenzialità e personalità. Ma il vero flop risponde al nome di Lloyd Kelly, difensore duttile che può giocare al centro e sulla fascia sinistra, arrivato dal Newcastle sul gong del mercato. Un colpo, questo sì, davvero oneroso: 17,5 milioni più massimi 6,5 milioni di bonus; 24 milioni investiti l’ultimo giorno di mercato, con l’acqua alla gola appunto, per un giocatore niente più che normale, ridicolizzato da Dodo a Firenze. Il problema è che l’infortunio di Bremer è datato 2 ottobre, quindi in quattro mesi si sarebbe potuto fare obiettivamente di meglio, intervenendo con maggiore puntualità e celerità. Anche perché Hancko sarebbe costato poco di più.
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