Il CEO di Tether, Paolo Ardoino, che ha acquistato l’8,2% della Juventus, ha rilasciato una intervista a Tuttosport nella quale ha parlato dei suoi obiettivi all'interno del club bianconero per il futuro.
Ha detto che in questi ultimi anni avete investito i vostri utili per creare ancora più opportunità, per creare ancora più ricchezza. L’investimento in Juventus
si inserisce in questo discorso o è un altro tipo di affare?
"Allora, secondo me la Juventus e in generale le società di calcio italiane hanno un potenziale enorme, sono innanzitutto tra i brand più conosciuti al mondo, ma questo potenziale non è molto sfruttato. Poi perché proprio a Juventus è facile: innanzitutto siamo tifosi della Juventus. Seconda cosa, la Juventus è una società che ha una numero enorme di tifosi, quasi infi niti e in questo momento, secondo me, manca il contatto con loro, manca la capacità di dialogare e utilizzare i fan nel modo giusto come strumento di supporto e aiuto alla crescita ulteriore della società. Cioè, coinvolgere i fan è il futuro, ovviamente in un modo sensato, non si può assecondare gli “allenatori in poltrona” che urlano e sbraitano contro la televisione, ma creare il giusto tipo di connessione con i tifosi è fondamentale. Noi, io la vedo dal mio punto di vista, quando appunto noi siamo sempre partiti dal basso. Mi piacerebbe applicare quello che abbiamo imparato in tante altre iniziative in cui abbiamo investito e sta funzionando molto bene. Se le squadre di calcio avessero un contatto più diretto con la base di tifosi e avessero modo di utilizzare nuove tecnologie per avere un contatto diretto con loro e costruire qualcosa di più concreto, secondo me sia il brand della Juve ne guadagnerebbe, sia i tifosi si sentirebbero più coinvolti, così il valore della società aumenterebbe".
Qual è il progetto in concreto?
"Sicuramente la società deve ristrutturarsi. In questo momento si è un po’ persa la rotta, almeno dal mio punto di vista. Sembra quasi che l’allenatore abbia perso il supporto della squadra. Sembra che i tifosi abbiano perso fiducia nell’allenatore, quindi bisogna ritrovarsi, la Juve deve ritrovare se stessa. Non dico che l’allenatore debba andare via, cioè non voglio, ripeto, fare quello che critica facile. Perché so com’è, facile criticare quando poi non sei tu a gestire direttamente gli affari. Però, secondo me, è evidente che c’è un problema di organizzazione, di supporto e di fiducia che va sistemato. Si può fare in mille modi, si può fare in tanti modi diversi questa cosa. Quindi non c’è un’unica soluzione, sicuramente deve partire comunque dalla dirigenza, ripeto, non vuol dire che la dirigenza deve essere cambiata, ma la dirigenza è quella che deve concentrarsi prima su se stessa, concentrarsi sulla squadra e cercare di stabilire di nuovo un rapporto di fiducia con i tifosi perché in questo momento mi sembra che sia veramente poco salda".
Quindi è un investimento di cuore o di portafoglio?
"C’è sicuramente un punto di vista finanziario. Secondo me la Juve in questo momento è sottovalutata perché, appunto, c’è un problema di fiducia generale. Ha una potenzialità enorme per creare un collegamento con la tifoseria e di sfruttare nuove tecnologie, anche pagamenti tramite blockchain o altri strumenti digitali o intelligenza artificiale o mille altre cose che abbiamo già sperimentato in altri settori per creare ancora più coinvolgimento e per dare più forza al brand della Juventus. Questo permetterebbe al brand della Juventus ancora di più di salire in vetta le classifiche dei brand più amati, di conseguenza anche il valore della squadra di salire ancora di più e questo darebbe ancora più potenza di fuoco alla Juventus stessa, perché ovviamente se la società inizia a fare più incassi, più introiti, la società inizia ad avere un valore societario più alto, ha modo anche di reinvestire di più. Quindi non c’è una bacchetta magica, c’è tanto lavoro da fare".