Futuro bloccato. Nel momento di massima crisi, nel periodo peggiore della sua storia recente, la Juve deve pensare necessariamente soltanto al presente, che significa raggiungere il quarto posto e qualificarsi alla Champions. Da questo dipenderà infatti il domani: rimanere fuori dall’Europa che conta farebbe tutta la differenza del mondo e la conseguenza immediata sarebbe un ridimensionamento del progetto nato la scorsa estate e affidato da Cristiano Giuntoli a Thiago Motta. Le aspettative sono andate deluse, la Juve è in una caduta libera che però va necessariamente frenata per non perdere 60-80 milioni di proventi Uefa, soldi vitali per il bilancio e per il percorso di risanamento che la Continassa sta portando avanti.
Lo stop alle trattative
La prima conseguenza è che, in questo periodo di crisi, la proprietà ha bloccato i rinnovi di contratto che erano all’orizzonte e che riguardavano due pedine fondamentali dello scacchiere di Thiago Motta come Gatti e McKennie. Tutto in stand-by perché l’epilogo della stagione può cambiare i piani. Così il prolungamento dell’intesa con il difensore, il secondo più impiegato della rosa dopo Yildiz con 39 presenze su 42 partite, si è arenato. Federico è legato alla Signora fino al 2028 e i programmi erano di allungare l’orizzonte di almeno una stagione, quindi al 2029. La crescita del centrale, infatti, è sotto gli occhi di tutti e i radar dei club inglesi ma anche del Napoli sono ben puntati su di lui. McKennie, invece, era stato messo fuori rosa l’estate scorsa proprio per la mancata stretta di mano sul rinnovo del contratto che sarebbe scaduto nel giugno prossimo e per il rifiuto all’Aston Villa nell’ambito dell’affare Douglas Luiz. Impossibile iniziare la stagione sportiva con un solo anno di legame. Poi ad agosto è arrivata la firma fino al 2026 e Weston, come nell’estate 2023 peraltro, è stato reintegrato fino a diventare un punto fermo dello scacchiere di Thiago che l’ha impiegato dappertutto. Trequartista, mezzala, centrocampista davanti alla difesa, terzino destro e sinistro, falso centravanti, esterno d’attacco: un jolly a tutto tondo. Vista l’affidabilità e la risposta positiva sul campo, a fari spenti è ripartita la trattativa per il rinnovo che stava approdando al traguardo. Sì lavorava a una nuova intesa aggiungendo due o tre anni, quindi con orizzonte 2028 o 2029, con annesso adeguamento dell’ingaggio ad almeno 3 milioni. La piega negativa della stagione, però, ha imposto una frenata. Prima bisognerà conoscere il destino della Signora e poi si programmerà il futuro. Tutto dipende dalla Champions, senza la quale si andrebbe incontro non solo a un mercato per nulla pirotecnico, a differenza di quello della scorsa estate, ma anche a cessioni dolorose. Yildiz e Cambiaso sono i più appetiti dalle big di Premier League, soltanto per fare due esempi. Ma si andrebbe a ragionare anche sui prestiti e sulle intenzioni di trasformarli in acquisti definitivi. Un caso su tutti, Conceiçao. Champions vuol dire futuro.
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