TORINO - Al costo di cadere negli assolutismi più retorici e scontati, è proprio vero che la pazienza e la calma sono la virtù dei forti. Due armi preziose e risolutive, specie per curare i patemi delle ferite più inaspettate. Chiedere a Vasilije Adžić per credere. Il diciottenne Montenegrino è arrivato a Torino lo scorso luglio dal Buducnost Podgorica per 5,3 milioni, suscitando curiosità e aspettative tra i tifosi della Juventus, galvanizzati da una sessione di mercato decisamente più “green” del solito. Adzic ha convinto tutti fin dalle prime sedute di allenamento a cominciare da Motta, scongiurando così l’ipotesi che la sua avventura in bianconero richiedesse prima una stagione di “rodaggio” con la Next Gen. Thiago lo ha portato con sé nel ritiro di Germania, aggregandolo da subito con la prima squadra, ben conscio che le caratteristiche del montenegrino gli sarebbero tornate più che utili in una stagione così densa di impegni come quella che la Juventus, di lì a poco, si sarebbe trovata ad affrontare. Da lì una serie di imprevisti che, di fatto, hanno frenato l’ascesa del gioiello bianconero e costretto il club a ridefinire ogni scenario. Prima l’infortunio al bicipite femorale - che ha costretto Adzic a disertare anche la prima convocazione con la Nazionale maggiore per le sfide di Nations League - e poi una serie di stop di natura muscolare che lo hanno tenuto lontano dal campo per una ottantina di giorni.
Adzic, dalla prima squadra alla Juve Next Gen
Sei le presenze complessive fin qui con la squadra di Thiago Motta, per un totale di 55 minuti giocati tra Champions, Serie A e Coppa Italia. Non proprio il bottino che si aspettava... E così al suo rientro il club bianconero - in accordo con il giocatore, vista l’abbondanza di interpreti nella zona di competenza del montenegrino (la trequarti) - ha intrapreso la via più cauta, aggregandolo con la rosa della Next Gen in Serie C. Realtà perfetta per rimettere minuti nelle gambe e recuperare la miglior condizione possibile. In otto presenze con la squadra di Brambilla, Adzic ha brillato più di tutti, mettendo a referto due gol e due assist, conditi da una serie di giocate e letture illuminanti. Entrambe le reti sono arrivate dai piazzati: la prima contro il Benevento grazie a una punizione semplicemnete perfetta calciata dal limite dell’area di rigore; mentre la seconda su rigore a tempo scaduto contro il Sorrento, regalando ai bianconeri di Brambilla il successo dopo due sconfitte consecutive con Avellino e Altamura.
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