Paolo Ziliani, giornalista, ha parlato di alcuni argomenti che riguardano la Juventus tramite i suoi canali social.
La Juventus sta vivendo un periodo di crisi di risultati e gran parte delle colpe viene imputata a Thiago Motta, ma senza guardare cosa è accaduto all'apice della società. Ne ha parlato Paolo Ziliani, giornalista, tramite un post pubblicato sui suoi canali social.
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Ecco le sue parole: "Fermi tutti, c'è un errore: non è Motta che va cacciato ma Giuntoli. Secondo il CIES la Juventus è uno dei club con la peggiore programmazione, gestito come se lottasse per salvarsi, senza futuro". Poi aggiunge: "Uno studio del Centro Studi svizzero inchioda Giuntoli alle sue colpe: per dirne una, la Juventus ha fatto giocare un quarto dei minuti totali a giocatori in prestito. Dati umilianti per un top club".
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Ha, inoltre, evidenziato: "Sarà anche vero che Thiago Motta ha commesso un'infinità di errori, non ha legato con i giocatori e ha fallito un obiettivo dietro l’altro (alcuni davvero malamente); ma se il risultato è che oggi a finire sul banco degli imputati è solo lui mentre chi l’ha voluto alla Juventus e gli ha costruito la squadra, cioè Giuntoli, prova a svignarsela allontanandosi alla chetichella dal luogo del delitto con la complicità dei media adoranti, allora c’è qualcosa che non va. I miei abbonati e i miei lettori lo sanno: in più occasioni, nell’ultimo mese, ho parlato dell’evidente corresponsabilità di Giuntoli nel fallimento del progetto Nuovo Corso Juve; ho anzi apertamente detto che le responsabilità del dirigente superano a mio avviso di gran lunga quelle dell’allenatore".
"Ebbene, proprio in questi giorni il CIES (Centre International d'Etude du Sport con sede a Neuchatel in Svizzera) ha pubblicato i risultati di uno studio di grande interesse, fatto sui 37 campionati più importanti non solo europei: uno studio che si proponeva di scoprire quali sono i club con la migliore programmazione del futuro e la migliore gestione dei calciatori in rosa. Per farlo ha conteggiato i minuti fatti giocare da ogni club (fino al 12 marzo 2025) a giocatori in prestito, a giocatori con contratto in scadenza al 30 giugno 2025, a giocatori in scadenza al 30 giugno 2026 e a giocatori con scadenze di contratto più avanzate nel tempo".
"In una parola: il CIES ha voluto vedere quali sono i club che stanno assicurando meglio il proprio futuro (cioè quelli che impiegano giocatori con contratti a lunga scadenza e non fanno ricorso, o lo fanno poco, a prestiti) e quali sono invece quelli che lo stanno facendo peggio (impiego di giocatori in prestito o con contratti a breve scadenza che li rendono scarsamente monetizzabili in sede di mercato). E il risultato, per quanto riguarda la Juventus di Giuntoli, è stato sconfortante per non dire catastrofico".
"Tra i top club europei - ammesso che dopo questo studio Madama possa essere ancora considerata tale - la Juventus è in assoluto il club peggio gestito e con la programmazione più scadente. In classifica occupa la 110^ posizione e per darvi subito un metro di paragone vi dico che il Napoli di De Laurentiis è 11°, l’Inter 54^ e il Milan 56°. Ma è l’analisi dei dati voce per voce che risulta agghiacciante".
"Perché la Juventus, fra centinaia e centinaia di club, è ai primissimi posti nella classifica più avvilente per un dirigente (e umiliante se di dirigente di un club di alto livello): quella dei minuti fatti giocare a giocatori in prestito, quelli cioè che rispetto all’investimento economico-sportivo sul futuro contano zero. Incredibile ma vero, nella stagione in corso la Juventus ha fatto giocare a calciatori in prestito un quarto dei minuti complessivi di tutta la rosa: il 24,9% del tempo totale. Per fare un paragone con i top club europei che vanno per la maggiore: a giocatori in prestito non hanno fatto alcun ricorso (hanno quindi deciso di non averne in rosa) Real Madrid, Liverpool, Barcellona, PSG, Bayern, Manchester United e Newcastle, tutti con lo 0,0 di minuti giocati. L’Inter ha lo 0,2%, il Napoli lo 0,4%, l’Arsenal l’1,1% e mi fermo qui per amor di patria".
"Ma la cosa più inquietante è constatare come la gestione della Juventus assomigli molto a quella dei piccoli club che lottano ogni anno per non retrocedere, club che hanno budget limitatissimi e sono spesso costretti a fare ricorso a prestiti di giocatori provenienti in genere da grandi club. Ebbene, anche restringendo l’analisi ai club di bassa classifica, e anche restringendola ulteriormente alla sola Serie A, il CIES ci mostra come la Juventus stia riuscendo a fare peggio di quasi tutti, a cominciare dal Lecce di Corvino che meriterebbe una medaglia al valore visto che ha fatto giocare a calciatori in prestito solo lo 0,9% dei minuti di tutta la rosa e nella classifica generale di tutti i campionati europei è addirittura 10° davanti anche al Napoli 11°, i due migliori club italiani per programmazione e gestione".
"Riassumendo, quindi, il CIES ci dice dati alla mano che la politica, la strategia e la visione che stanno orientando il percorso della Juventus del Nuovo Corso sono perdenti: Giuntoli si sta comportando come un dirigente non di un top club, ma di un club che lotta per non retrocedere e che non ha la possibilità di investire in alcun modo sul futuro. Ed è per questo che inquieta la facilità con cui i media del Belpaese hanno gettato la croce del fallimento juventino addosso a Motta risparmiando il primo, vero responsabile: Cristiano Giuntoli".