**Roberto Mancini ha voglia di rimettersi in gioco e di farlo in Italia,** dove non allena dal 2016. Dopo l’esonero dall’Arabia Saudita, _Mancio_ sta cercando di rientrare nel grande calcio e **di farlo da una delle porte principali: quella della Juventus. Sono stati registrati dei contatti e il desiderio di essere il successore di Thiago Motta**, come raccontato anche qui su _calciomercato.com,_ è totale, al netto dei paletti economici ([CLICCA QUI](https://www.calciomercato.com/news/juventus-lesonero-di-motta-e-pure-una-questione-economica-e-manc-47124)). anche per riprendersi dopo anni difficili, tra la grande delusione araba e **il mancato approdo ai Mondiali del 2022** come CT dell’Italia dopo l’euforia dell’Europeo vinto.
**NIENTE MONDIALI –** La notte di Wembley del 2021 è l’apice della carriera di **Mancini allenatore,** che porta un’Italia sicuramente sfavorita, in cima al tetto d’Europa. E lo fa proprio nello stadio che gli toglie una Coppa dei Campioni nel 1992 quando, con la **Sampdoria dell’amico fraterno Luca Vialli**, perde con il Barcellona ai supplementari. Dopo quella vittoria storica, però, arrivano le prime difficoltà. Il gruppo non è più compatto e **nei gironi di qualificazioni ai Mondiali del 2022** qualcosa va storto. I risultati non arrivano e i tre pareggi, con la Svizzera (due, con due rigori sbagliati da Jorginho) e con l’Irlanda del Nord obbligano gli azzurri allo spareggio con la Macedonia del Nord. **La sconfitta di Palermo nel marzo 2022 nega, per la seconda volta di fila, l’accesso ai Mondiali all’Italia**. Mancini rimane, ma solo per un anno, nel quale deve anche confrontarsi con dei lutti per le scomparse degli amici di sempre **Sinisa Mihajlovic** e Vialli, che lo segnano.
**DIMISSIONI E ARABIA –** Dopo una Nations League finita al terzo posto, nell’agosto 2023 Mancini, appena nominato coordinatore delle Nazionali Under 20 e Under 21, si dimette, firmando, **il 27 agosto 2023, un contratto di 4 anni a 25 milioni all’anno con l’Arabia Saudita.** Con l’obiettivo di arrivare ai Mondiali del 2026. Alla fine, però, **dopo l’eliminazione in Coppa d’Asia agli ottavi contro la Corea del Sud** (con tanto di ira del popolo arabo perché Mancini non aveva seguito i rigori in campo) e un girone di qualificazione ai Mondiali iniziato con 5 punti in 4 partite, è arrivato l’esonero. Alla fine: 21 partite, 9 vittorie, 2 sconfitte e 6 pareggi. **Un flop milionario** che fa venire a Mancini la voglia di tornare in un calcio che conosce e in cui ha vinto tanto.
**I TROFEI IN ITALIA –** In Serie A, oltre che da calciatore, **con due scudetti con Sampdoria e Lazio** e 204 gol in vent’anni di carriera, vince molto come allenatore. Dalla Coppa Italia con la Fiorentina nel 2001, a quella con la Lazio nel 2004 **fino al ciclo vincente con l’Inter a cavallo di Calciopoli.** Tre scudetti, due Coppe Italia e due Supercoppe italiane nel quadriennio 2004-08, prima di tornare con i nerazzurri, per un’avventura dimenticabile tra il novembre 2014 e l’agosto 2016, quando si dimette a due settimane da inizio della Serie A.
[**JUVENTUS TRA TUDOR E MANCINI, CHE DIVIDE I TIFOSI**](https://Juventus fra Tudor, che piace ai tifosi ma divide gli spogliatoi, e Mancini, 'interista' che esalta i giovani e vince)
**RISCATTO A TORINO –** L’ultima avventura finita male all’Inter, la delusione con l’Italia e il flop in Arabia **sono tutti elementi che pesano sulla voglia di riscatto di un allenatore che, a 61 anni, ha ancora il desiderio di vincere**. È consapevole di poter creare un **ciclo vincente alla Juventus,** anche se dovrebbe, nel caso, superare la resistenza di una frangia della tifoseria, che **lo ricollega proprio ai tempi di Calciopoli e allo scudetto assegnato all’Inter nel 2006**. E, soprattutto, non è una decisione che dipende solo da lui, dal momento che Thiago Motta è in bilico, ma è ancora l’allenatore della Juventus. Mancini, però, punta a un ritorno in Serie A, in Italia. **Per vincere ancora**