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Juventus, perché Mancini ora è in pole position. Come giocherebbe, da chi riparte e i due punti di riferimento

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Juventus, perché Mancini ora è in pole position. Come giocherebbe, da chi riparte e i due punti di riferimento

items-center text-gray2 flex text-sm gap-1.5"> Cristiano Corbo, inviato a Torino

16 minuti fa

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E adesso, tutti gli astri sembrano allineati. Quella telefonata che Roberto Mancini aspettava con un certo grado d'apprensione, ecco, non tarderà più ad arrivare. Gli accordi ci sono e c'erano già prima della Fiorentina: si aspettava soltanto l'okay finale da parte della proprietà, che pure aveva atteso di smarcarsi da impegni (ben più) rilevanti, e che ora è pronta a procedere e dunque a seguire le indicazioni dell'area sportiva. Thiago Motta va verso l'esonero. Non è di per sé una novità, ma resta una notizia di fondamentale importanza per capire cosa può accadere da lunedì - sì, già lunedì - in poi alla Continassa.

Juventus, perché Mancini ora è in pole position. Come giocherebbe, da chi riparte e i due punti di riferimento

THIAGO A TERMINE - Partiamo da chi oggi c'è, su quella panchina. Thiago Motta avanza verso Juventus-Genoa con il passo del condannato: non sembrano esserci alternative al suo addio, neanche in caso di vittoria super convincente. TM paga la freddezza con il gruppo, le difficoltà totali avute nella gestione, lungo tutta la stagione e ancor di più nelle ultime due partite, in cui ha avuto le più chiare occasioni di riscatto e di riscrivere il suo destino. No, pure prima della Fiorentina la tensione era affilatissima, e ha tagliato infatti la Juve in mille pezzi.

MANCINI SU - A raccogliere i cocci, e chissà quanti dopo la partita di sabato, sarà più probabilmente Roberto Mancini. Il tecnico di Jesi ha un accordo con la Juventus, e non vede l'ora di raggiungere Torino. E' consapevole dell'importanza della rosa e ritiene che normalizzando alcune scelte la squadra possa effettivamente trovare una sua quadra. Sa benissimo, il Mancio, di essere legato però a doppio filo dalla qualificazione alla prossima Champions League: se non riuscirà nell'obiettivo, la dirigenza bianconera potrà infatti guardare oltre. Ed era questa, la preoccupazione principale di tutti: il peso della scelta, oltre a non dover appesantire i conti, non poteva pregiudicare nemmeno il futuro.

LE PRIME SCELTE - Messo a posto tutto questo, la strada di Mancini diventerebbe e probabilmente diventerà soltanto una: disegnare una Juventus a presa rapida, in grado di accumulare certezze in pochissimo tempo. Primo passo: parlare con i giocatori che hanno guidato il gruppo finora ed esaminare le problematiche di spogliatoio. Su questo, l'ex CT avrà due punti di riferimento enormi. Cioè Manuel Locatelli, consacrato proprio in quell'indimenticabile Europeo e voluto fortemente da Mancini; cioè Giorgio Chiellini, il suo capitano a Wembley, oggi non più parte del parco giocatori, però dirigente con visione totale di quanto accaduto alla Continassa.

COME GIOCHEREBBE? - Il secondo punto sarà mettere in campo questa squadra con un raziocinio diverso rispetto a quello avuto da Motta, che ha cambiato tanto negli uomini e mai nella sua idea di gioco. Mancini potrebbe ripartire dal 4-3-3 come base per sviluppare successivamente la sua idea di gioco. Punti fermi? Diversi. Da Di Gregorio a una difesa molto classica, con l'enigma del terzino a destra: potrebbe essere pure Kalulu per averne uno più difensivo, con Gatti e Veiga centrali e Cambiaso dall'altro lato. Douglas Luiz potrebbe essere il suo "Jorginho", un regista da tempo e ritmo, mentre Locatelli tornerebbe a fare la mezzala, magari anche d'inserimento, dall'altra parte uno tra McKennie e Thuram. Davanti? Yildiz a sinistra, più probabilmente Nico Gonzalez a destra. E davanti un attaccante: Vlahovic o Kolo Muani, a lui la scelta.

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