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Juventus, chi potrebbe avere una seconda chance con Mancini o Tudor? Douglas Luiz alla Jorginho
items-center text-gray2 flex text-sm gap-1.5"> Cristiano Corbo, inviato a Torino
26 minuti fa
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Partiamo dalle basi, cioè dal sistema di gioco. Dovesse andare in direzione Mancini invece di Tudor, la Juve si troverebbe nel mezzo di una normalizzazione. E allora, prima ancora di chiedersi da chi possa ripartire, concentriamoci sul come: addio al trequartista, bentornato centrocampo più robusto, vertice basso cercasi. Il primo passo del Mancio potrebbe essere quello di trovare un centrocampista al quale affidare le chiavi della manovra, un vecchio numero Quattro, per capirci. A dettare i tempi.
TEMPI DI GIOCO - Come visto anche nelle ultime due partite più complicate della stagione - Atalanta e Fiorentina -, la necessità più stringente è quella di trovare un centrocampista in grado di leggere perfettamente le partite e le possibilità che s'infilano nella stessa. Douglas Luiz può essere quell'uomo lì, a patto che stia bene. Locatelli può farlo, certo, ma Mancini lo vede esattamente come lo vedeva agli Europei: un incursore con qualità importanti, da non affidargli l'intero peso della manovra. Thuram sarà utile perché la sua forza va al di là di ogni sistema, da capire due giocatori su tutti: McKennie ha fatto mille ruoli ma sarebbe una mezzala, Koopmeiners lo stesso.
SECONDA CHANCE - Non ci sono tanti giocatori che con Mancini hanno già avuto modo di lavorare. Di fatto, l'unico è Manuel Locatelli e può avere una collocazione mobile. Ma si può intuire dal passato del Mancio quello che potrebbe diventare la Juventus. Prendiamo l'ultima Nazionale allenata, almeno i fasti dell'Europeo: è un 4-3-3 molto chiaro e molto pragmatico. Due centrali affiatati, come potrebbero essere Gatti e Veiga, un terzino più difensivo ma bravo a giocare, che può essere Kalulu, a sinistra la qualità con Cambiaso. E in mezzo? Un regista, appunto, e Douglas Luiz può essere il suo Jorginho. Ai lati un incursore bravo con i piedi, come Locatelli, e dall'altra parte la corsa e le intuizioni di un giocatore che dev'essere efficace: per questo, più McKennie di Thuram.
VLAHOVIC RIENTRA? - Ora: se continuiamo a ragionare con quell'Italia lì, del centravanti si è detto e ripetuto di tutto. Immobile era un attaccante in profonda connessione con la profondità, e Vlahovic in fondo non è diverso, pur avendo mezzi fisici differenti. Il suo "Chiesa" potrebbe essere Conceicao, a spaccare la partita; il suo dieci, cioè l'Insigne della Juve, diventa facilmente Yildiz. E davanti? Kolo Muani gioca sulla rapidità e sulle invenzioni del centrocampo: meglio di Dusan, che comunque andrà via, a prescindere da tutto e tutti.
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