Tudor e il sì alla Juve
Oggi i contorni di questo delicato passaggio diventeranno più nitidi sia per quanto riguarda l’addio a Motta, che sta trascorrendo il lungo weekend di riposo in Portogallo con la famiglia, che per quanto concerne il buongiorno al tecnico croato. Igor non avrà difficoltà a trovare la strada... Ha già vestito la maglia bianconera da giocatore ed è stato il secondo di Andrea Pirlo sulla panchina bianconera nella stagione 2020/21. Ormai il dubbio è legato solo a una questione di tempistiche e tutti gli indizi portano a una decisione anticipata rispetto a ciò che era stato convenuto: dunque con ogni probabilità Thiago non tornerà a Torino. Il motivo per cui è stato preferito Tudor rispetto a Mancini è molto semplice e anche in questo caso non vi sveliamo niente di nuovo. Il croato, infatti, ha dato sin da subito la sua piena e convinta disponibilità ad accettare una soluzione che gli consentirà di allenare la squadra bianconera in questa coda della stagione tra campionato e Mondiale per club senza avere la certezza di poterlo fare anche nella stagione seguente.
Perché la Juve ha scelto così
Per lui però, come scritto ieri, ecco l’opzione di conferma in caso di qualificazione alla Champions League. Era invece diversa l’intesa con Mancini, che, partita con un impegno per questo fine di stagione e altri due anni, avrebbe mediato riducendo la lunghezza del contratto di un campionato. Evidentemente in questo momento il club non se la sente di sposare un progetto così a lungo termine dopo essersi appena bruciato con la scelta clamorosamente errata di Thiago Motta. Meglio prima assicurarsi la Champions e poi continuare con chi è riuscito nell’impresa invece che rischiare di trovarsi legati comunque a un allenatore che potrebbe aver fallito anche questo ultimo traguardo. L’unico rimasto in piedi dopo le eliminazioni in Supercoppa, Coppa Italia e Champions League: fallimenti che allungano l’ombra sull’operato della dirigenza.
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