juworld.net

Due buone notizie di Stefano Bianchi

Era ora che mandassero via quel pallemosce che avevamo in panchina. Ed è andata anche di lusso che di ex-interisti non ne abbiano assoldato un altro, quel Mancini che che non ha mai perso occasione di parlare male di noi, tra una vezzosa aggiustatina e l’altra, a quel ciuffetto che continua a portare imperterrito a sessant’anni. Si tratta dello stesso Mancini che nel 2006 allenava l’Inter ed ebbe la faccia tosta di indossare lo scudetto più rubato della storia del calcio, quello noto come "scudetto di cartone", quello che ci è stato tolto dalla giustizia sportiva per tre bischerate emerse nei nostri confronti, ma che ha fatto sparire i ponderosi faldoni a carico dell’Inter. E Mancini che alla Juve ci sarebbe venuto, eccome, però con un contratto lungo: lui è interessato al denaro, non a quella Juventus per cui diceva di fare il tifo da bambino. Unica cosa positiva che mi viene in mente, pensando a lui, è la sua amicizia con Vialli.

Uno juventino vero, invece, è Igor Tudor. Lui alla Juve ci viene, e di corsa, per una manciata di partite: di un eventuale prolungamento se ne parlerà poi. Juventino vero: ha difeso i nostri colori in campo dal 1998 al 2007, conquistando due scudetti e due Supercoppe di Lega. Il "Gigante di cristallo" così lo chiamavano per i frequenti infortuni, proprio per tale motivo accettò di ridursi lo stipendio nell’ultimo anno in bianconero, pur di terminare la stagione con la nostra maglia. A Torino ci torna dopo tredici anni, è il vice di Andrea Pirlo, e con loro vinciamo una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana.

La sua juventinità è una garanzia, visto che proprio questa è la qualità maggiormente mancata in questa stagione. E oltre a questa, è parsa mancare la funzione di leadership, altra caratteristica in possesso di Tudor. Un pregio ulteriore, forse non indispensabile, ma che Giuntoli & Co. hanno certamente apprezzato è l’onestà intellettuale e la disponibilità: Igor, si è detto da subito disponibile alla funzione di traghettatore, e che di futuro se ne potrà parlare quando questo sarà vicino.

Insomma, domenica, doppia buona notizia: via il pallemosce (e su questo penso esista la quasi unanimità) e meno male che la scelta, all’ultimo ristretta tra Tudor e Mancini, si sia risolta sul primo. E ora: via per il quarto posto!|

Read full news in source page