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Rivoluzione Juve, Tudor stravolge tutto: da Vlahovic a Koopmeiners, cosa cambia per i giocatori

Rimettere Dusan Vlahovic al centro del villaggio. È il compito collaterale più importante per Igor Tudor, perché le prossime nove gare saranno fondamentali per capire se il centravanti potrà ancora fare parte del progetto Juventus oppure saluterà con un anno di anticipo. Non è detto che non succeda comunque se dovesse arrivare un'offerta di livello in estate, ma un conto è farlo da trascinatore, un altro da epurato. Il serbo è l'asset più svalutato dagli ultimi mesi di Thiago Motta, perché non è stato più considerato come un titolare dall'arrivo di Kolo Muani in poi. Nelle quindici partite fra Champions e campionato, da gennaio in poi, è stato utilizzato solamente due volte dal primo minuto. Un po' troppo poco per chi guadagna 23 milioni lordi a stagione e soprattutto ha già segnato 14 gol, di cui nove in A. Una rete ogni 162 minuti, una media che dovrebbe garantire un certo credito che il tecnico italobrasiliano non gli ha più concesso dall'acquisto del francese. Tudor, qualche mese fa, ha pubblicamente elogiato Vlahovic, ritenendolo come il migliore attaccante della Serie A, anche più di Osimhen. Un'investitura che può essere la cartina tornasole per quali saranno i piani per le prossime nove partite, più il Mondiale americano di giugno. Dusan ieri ha segnato il gol del definitivo 2-0 nel match di Nations League tra la sua Serbia e l’Austria.

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