L'emozione di Tudor: "La mia Juve"
Nel pomeriggio odierno dirigerà il primo allenamento e, per lui, sarà il terzo esordio in bianconero nella terza differente veste. Un vero e proprio sogno che si avvera per il croato, ben al di là di ogni frase fatta. Un sogno coltivato, nel passato recente, anche attraverso la rinuncia ad altre proposte nella speranza di una chiamata da Torino. Tanto che gli amici di sempre confidano come non inizi mai una frase con "La Juventus", quando l’argomento è a tinte bianconere, ma con "La mia Juve". Ecco. Si spiega così l’emozione con cui Tudor ha accolto l’ultima e decisiva telefonata di Giuntoli, a rimorchio degli approcci avvenuti in precedenza. E si spiega così il suo entusiasmo nell’accettare un ruolo – almeno inizialmente, poi chissà… – di “semplice” traghettatore in questo finale di stagione, a dispetto dello status di allenatore d’alto profilo costruito con le ultime, positive, esperienze sulle panchine di Verona, Marsiglia e Lazio. Dove i risultati non sono mai mancati, a differenza semmai dei rapporti con l’ambiente. Questa volta, però, l’habitat in cui si troverà a lavorare è quello che conosce meglio, lui che il dna bianconero ha concorso per anni a tramandarlo nello spogliatoio. "Come ha accolto la proposta? Sicuramente è contentissimo", ha confermato ieri sera il suo agente Seric, atterrato a Caselle poche ore prima dello stesso Tudor.
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