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Juve, il retroscena sul primo allenamento di Tudor: cosa ha detto ai giocatori

C ’è di nuovo uno juventino al timone della Juve, inizia la rincorsa alla Champions League. Il desiderio dei tifosi è stato esaudito con la scelta di Igor Tudor per risollevare la Signora in crisi di risultati e di identità e allora sulla Continassa spunta anche il sole per il primo allenamento della nuova era**. Sono circa le tre di un lunedì prima piovoso e poi improvvisamente sereno e il tecnico croato prende il timone della “sua” Juve; l**’obiettivo è chiarissimo: centrare il quarto posto che vale l’Europa che conta. Sorridente, evidentemente felice e carico al punto giusto per poter vivere un’avventura tanto desiderata, tanto sognata. Adesso è realtà e arriva in uno snodo delicatissimo della storia del club che ha amato e ama profondamente e per il quale ha deciso di rimettersi in gioco anche se solo per pochi mesi, e poi chissà che cosa riserverà il futuro. Ci sono nove partite e ventisette punti a disposizione per compiere la missione e c’è poco tempo per preparare l’esordio con il Genoa di sabato pomeriggio allo Stadium. Va di corsa, Tudor, come di corsa dovrà tornare a viaggiare la Juve per rimettersi in carreggiata. È il momento della scossa, della reazione. A darla è chiamato proprio Igor che, fischietto e cronometro al collo, ha diretto la prima seduta di lavoro da comandante in capo, dopo otto stagioni da calciatore (1998-2005 e 2006-07) con due scudetti e due Supercoppe italiane in bacheca, e una da vice allenatore nel 2020-21 al fianco di Andrea Pirlo (una Coppa Italia e una Supercoppa italiana alzate al cielo).

La prima giornata di Tudor alla Juve: cosa ha fatto

Il ritorno alla Continassa era avvenuto poco prima delle 21 di domenica sera al volante della sua auto, proveniente da Spalato. Notte al JHotel e poi, attorno alle 9.45 di ieri mattina, l’arrivo al JMedical per le visite di idoneità sportiva. Tudor ha salutato le telecamere che lo attendevano e ha firmato il primo autografo a una giovane tifosa. «In bocca al lupo, Igor!» l’incitamento dei presenti. C’è di nuovo un cuore bianconero al comando e tanto basta ai tifosi, scottati dall’andamento incredibile e imprevedibile di quella che avrebbe dovuto essere la stagione della rinascita, per ritrovare entusiasmo. Un’ora di test - tempi più stretti, naturalmente, rispetto a un calciatore - e poi rientro al training center per le prime riunioni con lo staff, il vice Ivan Javorcic e il preparatore dei portiere Tomislav Rogic, per programmare il lavoro. Nel primo pomeriggio, ecco il campo. La prima seduta, svolta sotto gli occhi del direttore tecnico, Cristiano Giuntoli, è stata per pochi perché il gruppo bianconero è ancora in formato ridotto a causa degli impegni delle varie Nazionali: mancavano all’appello infatti dodici giocatori, che torneranno a disposizione tra oggi e domani, mentre sono già rientrati Cambiaso (costretto a saltare gli impegni con l’Italia per il solito problema alla caviglia sinistra e ieri a parte come Douglas Luiz) e Nico Gonzalez, che salterà Argentina-Brasile dopo l’espulsione rimediata contro l’Uruguay. Tudor ha avuto il primo contatto con la squadra, ha iniziato a conoscere e a farsi conoscere, ha spiegato la sua filosofia. Sul campo, il menù è stato composto da riscaldamento, esercizi tattici finalizzati allo sviluppo del gioco, prima di concludere la sessione con una partitella. La parte preponderante del lavoro del nuovo tecnico sarà però a livello psicologico: ridare fiducia, energia e mentalità “juventina” al gruppo, recuperando il rapporto con lo spogliatoio. Igor è un tecnico esigente, cultore del lavoro, come Antonio Conte, ma che fa del dialogo con il giocatori una delle chiavi del suo operato e questo non potrà che tornare utile dopo quanto successo con il suo predecessore. La nuova era è iniziata.

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