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Koopmeiners non saluta Motta, che lo ha difeso e protetto: il suo silenzio fa rumore, ma ora gli alibi sono finiti

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Koopmeiners non saluta Motta, che lo ha difeso e protetto: il suo silenzio fa rumore, ma ora gli alibi sono finiti

items-center text-gray2 flex text-sm gap-1.5"> Gianluca Minchiotti

5 minuti fa

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Solo Samuel Mbangula e Gleison Bremer. E nessun altro. Il fatto che solo due giocatori della Juventus abbiano salutato pubblicamente Thiago Motta fa riflettere. E offre uno spaccato e una chiave di lettera supplementari rispetto ai motivi che hanno portato all'esonero dell'ormai ex allenatore dei bianconeri, sostituito in panchina da Igor Tudor. L'impressione è che il tecnico italo-portoghese sia stato abbandonato dalla squadra e che, da tempo, non avesse più lo spogliatoio dalla sua parte. Si è trattato dell'epilogo naturale di una stagione costellata da attriti con alcuni elementi importanti dello spogliatoio, da Danilo a Cambiaso, passando per Vlahovic. In questo contesto, i saluti di Mbangula e Bremer sono comprensibili: il primo è stato fatto esordire ad agosto da Motta, e poi ha avuto la fiducia del tecnico anche durante il prosieguo della stagione. Sul secondo, Motta aveva fondato l'imbattibilità difensiva dei primi due mesi. Poi, dopo il grave infortunio del 2 ottobre a Lipsia, l'annata di Bremer ha viaggiato su una traiettoria parallela rispetto a quella dello spogliatoio, problematiche comprese.

Al netto del fatto che, come rivela La Gazzetta dello Sport, alcuni giocatori abbiano avuto modo di salutare di persona Motta nella giornata di lunedì, quando il tecnico italo-brasiliano è andato alla Continassa a svuotare il suo armadietto, desta scalpore la mancanza di saluti pubblici da parte di quasi tutta la rosa della Juventus. E se può essere umanamente e professionalmente comprensibile il mancato saluto da parte chi ha avuto dissidi con Motta, è meno comprensibile che alcuni giocatori, quelli più utilizzati e più difesi da Motta, abbiano perso l'occasione per salutare pubblicamente il tecnico. Fra questi, è particolarmente 'rumoroso' il silenzio di Teun Koopmeiners, che è stato il giocatore più protetto, coccolato e aiutato da Motta.

Koopmeiners ha una pagina Instagram ufficiale abbastanza attiva e pubblica con una buona frequenza. L'ultimo post è sul recente impegno con la nazionale olandese, mentre quello precedente è relativo alla vittoria del 3 marzo contro il Verona, match nel quale il numero 8, subentrato dalla panchina, aveva segnato il suo terzo goal stagionale con la Juventus. L'intento di questo pezzo ovviamente non è quello di 'processare' Koopmeiners, accusandolo di ingratitudine nei confronti del suo ormai ex allenatore. Diciamo solo che, nell'era dei social, Koop avrebbe segnato un bel goal nel salutare e ringraziare pubblicamente un allenatore che non ha mai mancato, prima e dopo le partite, di difenderlo e di esaltarne le caratteristiche. Sul campo invece, da sabato in poi, l'olandese avrà nove partite di campionato più il Mondiale per club per farci rivedere il Koopmeiners ammirato con la maglia dell'Atalanta. Fra le accuse che sono state rivolte in questi mesi a Motta da parte di critica e tifosi c'è anche quella di non aver sfruttato adeguatamente le caratteristiche di Koopmeiners, facendolo giocare in una posizione non sua. Ecco, dal match con il Genoa in programma sabato questo alibi non c'è più.

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